24 Giugno 2003

«Rc auto, col protocollo sconti medi del 4%»

«Rc auto, col protocollo sconti medi del 4%»


Studio di Adiconsum sugli effetti dell?intesa siglata con l?Ania. Marzano: «Grande successo»






ROMA Le associazioni dei consumatori che il 5 maggio hanno firmato al ministero l?accordo con l?Ania sulle tariffe sono soddisfatte di come stanno andando le cose. Secondo uno studio effettuato da Adiconsum, quell?intesa ha portato a cali medi dell?rc auto del 4% nelle più importanti province italiane, e a tagli fino al 15% per i premi più alti in importanti città come Milano, Torino e Verona. A Roma la riduzioni per le tariffe più alte sarebbe del 12%. Più contenuta, ma sempre significativa. Ancora una volta Napoli si conferma fuori linea. Lo è stata nei rincari record, e lo è in questa fase di moderazione tariffaria: il premio medio è sceso del 3%, e quello massimo del 2%.
Soddisfazione per il modo in cui le compagnie stanno applicando la sollecitazione a contenere le tariffe è stata espressa anche dagli altri protagonisti dell?intesa, il ministro Marzano e l?Ania, l?associazione che rappresenta le compagnie. Il ministro per le Attività produttive parla di «grande successo». Le imprese che hanno aderito rappresentano il 97,7% del mercato, e 63 imprese su 85 (pari al 74% di quelle attive nel settore Rc auto) si sono già «impegnate formalmente all?autodisciplina tariffaria».
In concreto, ha spiegato Marzano, otto compagnie hanno deciso di limitare gli aumenti all?inflazione, altre 55, per una quota di mercato di circa il 90%, congelano i premi per dodici mesi dalla data dell?ultimo aumento, o fino alla fine dell?anno.
Marzano è certo che un altro aiuto in questa direzione verrà dalla prossima introduzione della patente a punti. «Appena entrerà in vigore ci potrebbero essere nuove riduzioni delle tariffe dell?rc auto perché questo meccanismo permetterà l?individuazione degli automobilisti che hanno comportamenti virtuosi rispetto a chi è più distratto».
Il protocollo d?intesa attribuisce particolare rilevanza sociale al livello tariffario che è stato raggiunto dalle polizze stipulate dai giovani tra i 18 e i 25 anni. E chiede agevolazioni particolari per questa categoria di consumatori. Come hanno risposto le compagnie? In cinquantuno (pari al 90% del mercato) si sono impegnate, ha detto il ministro, ad applicare sconti tra il 5 e il 10%. Recalcitranti sono invece ad aderire all?altra sollecitazione, quella che riguarda le due ruote. Le compagnie più piccole non praticheranno sconti. Quarantadue imprese (che fanno l?86% del mercato), hanno invece fatto sapere che faranno riduzioni ai neo assicurati, e ai vecchi solo se non hanno avuto incidenti. Sconti che si collocano tra il 5 e il 10%, arrivando sino al 18% in caso di polizza con franchigia.
«Ora ci attendiamo una nuova tabella sui risarcimenti (per la valutazione del danno biologico, ndr.)», ha detto il presidente dell?Ania, Fabio Cerchiai nella conferenza stampa al ministero. «I risarcimenti ancora pesano per il 22% sui costi, rispetto una media Ue del 10%. Comunque dobbiamo contenere di più la sinistrosità e frenare l?eccessiva litigiosità ricercando soluzioni extra-giudiziali».
Tra un anno non ci sarà «l?effetto fionda» sulle tariffe, quello che ha seguito il blocco delle tariffe deciso dal governo di centrosinistra, perché hanno detto Marzano e Cerchiai, le compagnie hanno risposto al protocollo «nella loro libertà imprenditoriale».
«L?inutile scontro con i consumatori è finito», ha anche detto il presidente dell?Ania. Ma le quattro associazioni dell?Intesa contestano i numeri forniti del ministro e dell?Adiconsum. Non hanno mai creduto nella ?forza? di quell?accordo, e il 5 maggio hanno abbandonato il tavolo. Ora dicono che è «solo propaganda», e che «il 99,9% degli assicurati e non ha visto alcuna riduzione delle tariffe». Chiedono a Marzano «come mai agli assicurati che non hanno prodotto alcun incidente, ossia il 90,3% del totale, vengono applicati rincari incompatibili con tutti i protocolli di carta straccia», e che fine abbiano fatto «i 250 milioni di euro risparmiati dalle compagnie per il taglio dal 4 al 2,5% del Fondo vittime della strada».

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