24 Giugno 2003

Un accordo per congelare le tariffe della Rc-auto






ROMA. A un mese e mezzo di distanza dalla firma del protocollo d`intesa tra governo, Ania e consumatori si tirano le somme. Quasi il 98% delle compagnie assicuratrici del mercato Rc auto hanno aderito all?accordo. ?Un risultato molto positivo?, assicura il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, il quale ha spiegato che ben 63 compagnie su 85 (pari al 74%) sono andate ben al di là della semplice firma del protocollo, impegnandosi ad una “autodisciplina tariffaria“. Di queste 63, otto produrranno aumenti in linea con l`inflazione, mentre le restanti 55 (per una quota di mercato pari al 90% circa) si sono impegnate a mantenere bloccate le tariffe per 12 mesi dalla data dell`ultimo aumento e fino alla fine dell`anno. E secondo il ministro l`introduzione della patente a punti potrebbe ridurre ulteriormente le tariffe “perché questo meccanismo permetterà l`individuazione degli automobilisti che hanno comportamenti virtuosi rispetto a chi è più distratto“. Soddisfatto anche Paolo Landi, presidente di Adiconsum, che considera questo accordo “molto significativo perché sta dando i primi risultati positivi“. L`obiettivo della Coalizione dei consumatori è quello di una riduzione delle tariffe Rc auto nel 2004 di almeno il 5%. “Esistono le condizioni per andare oltre l`accordo e passare da una politica di raffreddamento a una politica di riduzione generalizzata delle tariffe“, continua Landi. Ma “questi impegni non devono tuttavia trarre in inganno – avverte Giustino Trincia di Cittadinanzattiva – poiché nel corso dei prossimi mesi ci saranno ancora aumenti decisi dalle compagnie prima della sottoscrizione dell`accordo. E` il cosiddetto effetto trascinamento“. Di “politica del fare“, e non più solo del dire, parla il presidente dell`Ania, Fabio Cerchiai, commentando i risultati del protocollo d`intesa. “Ora ci attendiamo da parte dei ministeri interessati una nuova tabella sui risarcimenti che ancora pesano per il 22% sui costi rispetto al 10% della media Ue“ aggiunge. E per quanto riguarda il rischio dell“effetto fionda`, registratosi dopo il blocco tariffario di qualche anno fa, questa volta secondo Cerchiai non si verificherà. Il presidente dell`Ania spiega che “questo non può avvenire perché non si tratta di un blocco delle tariffe, ma di una scelta fatta dalle compagnie, ognuna in modo diverso e differenziato“. Dello stesso avviso il ministro delle Attività produttive che ricorda come “il governo di centrosinistra decise un blocco tariffario che ha portato come conseguenza sanzioni dall`Europa e un `effetto fionda` con una crescita delle tariffe maggiorata rispetto a quella che ci sarebbe stata senza il blocco“. All?ottimismo del ministro, dell?Ania e di alcune associazioni di consumatori, si contrappone l?insoddisfazione di Adoc, Adusbef, Codacons. Secondo l?Intesa dei Consumatori ?le compagnie avrebbero dovuto effettuare una vera e propria inversione di tendenza iniziando una campagna di diminuzione delle tariffe e non una sorta di concessione per calmare le acque, mantenendo inalterate le attuali, folli, tariffe. E né sarebbe una vittoria ma anzi un enorme regalo alle compagnie – sostengono le associazioni – se le tariffe fossero davvero scese del 4%, quando hanno subito solo nei primi mesi dell`anno aumenti del 7,7%?.

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