21 Giugno 2003

«Adesso controlleremo le multisale»

«Adesso controlleremo le multisale»
Il prefetto Del Mese: «I cinema sono sicuri. Ma, per evitare rischi, eseguiremo verifiche a campione»
Dopo il crollo di giovedì sulla Tiburtina, l` apposita commissione presto al lavoro per accertare il rispetto delle misure di sicurezza










Controlli a campione sui cinema romani: li annuncia il prefetto, Emilio Del Mese, dopo il crollo della controsoffittatura, giovedì sera, nella sala rossa del «Tristar» di via Grotta di Gregna. Bilancio grave: 18 feriti di cui 3 ancora sotto osservazione in ospedale. Ma poteva essere una strage. Il monitoraggio comincerà già la prossima settimana. «Due anni fa passammo in rassegna le discoteche – dice il prefetto -. Ora toccherà ai cinema, anche se è la prima volta che a Roma succede un fatto tanto grave e le cause del disastro sono ancora tutte da accertare». Toccherà alla Commissione pubblici spettacoli, che dipende dalla Prefettura, girare nelle multisale per effettuare le verifiche. «Ma non c` è alcun allarme nella Capitale», si è affrettato a precisare, ieri, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Luigi Abate. «A Roma abbiamo cinema che sono un esempio d` efficienza per tutti, addirittura all` avanguardia per quanto riguarda gli impianti di sicurezza», ha commentato Abate per rassicurare i cittadini. Concetto, questo, ribadito dallo stesso prefetto Del Mese: «Sì, non dobbiamo adesso drammatizzare: statistiche alla mano, direi che i cinema romani sono sicuri». Il fiorire delle multisale, dei multiplex, il moltiplicarsi vertiginoso degli schermi (a Roma erano 68 nel ` 95, 241 nel 2001, con un aumento del 400 per cento) spinge però a una banale considerazione: negli ultimi anni si sono fatti dei lavori di trasformazione, molte strutture hanno completamente cambiato volto. «Questo è vero – osserva il prefetto Del Mese -. Ma, pur non essendo un tecnico, ho capito che dal punto di vista statico tante sale piccole creano meno problemi di una sala grande, insomma sono addirittura più sicure». Della Commissione pubblici spettacoli fanno parte molte persone: funzionari della Prefettura, della Questura, tecnici delle Asl, vigili del fuoco, ingegneri dell` ex Genio Civile. Ciascuno con le sue competenze, ciascuno con il suo incarico preciso: verificare la bontà dei materiali di costruzione, l` esistenza di vie di fuga appropriate, i collaudi statici svolti e via dicendo. È la Commissione a rilasciare, dopo aver svolto gli esami e i sopralluoghi richiesti dalla legge, il sospirato certificato di agibilità. Il cinema Tristar, ad esempio, possedeva il suo. La multisala, insomma, risultava in regola. Allora, perché è avvenuto il crollo? Paola Basilone, viceprefetto, si trova spesso a presiedere la Commissione di sicurezza: «Questi certificati di agibilità non si rilasciano mica a tavolino – osserva -. C` è dietro, piuttosto, un lavoro serio di verifica che tutte le strutture, dai cinema alle discoteche, dai piccoli teatri ai palchi dell` Estate Romana, siano assolutamente conformi alla normativa. Noi ogni giorno riceviamo una montagna di carte, di certificati relativi a collaudi. Sono certificati che recano la firma di tecnici abilitati: dovrebbero, perciò, garantire già da soli un livello alto di affidabilità. Eppure il nostro lavoro continua: con le planimetrie in mano, con i progetti che ci sono stati recapitati, andiamo sul posto e accertiamo che tutto corrisponda. Soltanto dopo il sopralluogo, esprimiamo il parere definitivo. Giudizio plenario: la commissione decide all` unanimità, tutti i suoi membri devono essere presenti. Comunque, dopo la tragedia del cinema Statuto, nell` 83 a Torino, in cui persero la vita 64 persone, molte cose sono cambiate. C` è la massima attenzione anche da parte dei costruttori, dei progettisti. Un` altra strage sarebbe imperdonabile». Ma i controlli della Commissione si rinnovano: «Siamo obbligati – conferma la Basilone – a ripeterli di tanto in tanto, ciclicamente. Però si tratta di controlli a campionatura, perché i locali a Roma e provincia sono innumerevoli: non potremmo certo visionarli tutti, vecchi e nuovi impianti. Ci vorrebbe una vita». Fabrizio Caccia L` INCHIESTA Tristar, progettista e costruttore nel mirino Accusa: disastro colposo Il pm vuole sequestrare tutta la struttura, ieri nuovi interrogatori I primi avvisi di garanzia devono ancora arrivare. Ma in procura hanno già le idee piuttosto chiare. Sono in due a rischiare l` iscrizione nel registro degli indagati per il crollo del controsoffitto al cinema Tristar, in via Grotta di Gregna, al Collatino: diciotto i feriti, tra i quali quattro bambine di 11 anni. Giovedì notte altre due persone sono ricorse alle cure dei medici. Al centro dell` inchiesta per disastro colposo, condotta dal pm Giuseppe Saieva, ci sono il progettista e il responsabile dell` impresa che nel ` 97 ha trasformato il vecchio cinema Silver in una moderna multisala. A un primo, sommario esame dei carabinieri della compagnia Montesacro, guidata dal maggiore Antonino Neosi, il Tristar si è rivelato ben costruito dal punto di vista strutturale e dotato di tecnologie d` avanguardia. Però, come ha osservato fin dal primo sopralluogo il comandante dei vigili del fuoco, Luigi Abate, i tiranti d` acciaio che agganciavano il controsoffitto sono molto sottili: i cavi hanno la stessa sezione delle comuni attache da ufficio, quelle di dimensioni maggiori. Dopo il sequestro della sala rossa, dove il cartongesso si è sbriciolato una ventina di minuti prima della fine del film «Una settimana da Dio», la procura ha deciso di disporre i siglli anche per le sale verde e blu, già dichiarate inagibili. Il sostituto firmerà il decreto nelle prossime ore, non appena riceverà la relazione dei vigili del fuoco, che ieri hanno compiuto al Tristar un nuovo sopralluogo. Il provvedimento avrà carattere cautelativo: «Se il crollo è avvenuto in una sala – spiegano gli inquirenti – potrebbe ripetersi anche nelle altre». Se il sequestro sarà convalidato (dal gip entro 24 ore) i consulenti avranno a disposizione due locali per capire cosa ha provocato il disastro. La documentazione relativa alla multisala è stata acquisita ieri dai carabinieri, che hanno interrogato Giuseppe Ruggieri, direttore del cinema, e Pietro Innocenti, proprietario della Multistar, la società che gestisce il Tristar e il Roxyparioli. Intanto il Codacons ha invitato i 42 spettatori presenti in sala a chiedere il risarcimento dei danni, non solo quelli provocati dalle contusioni e dalle escoriazioni ma anche quelli dovuti alla paura.

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