12 Giugno 2003

La Capitale si scioglie nella morsa del caldo

La Capitale si scioglie nella morsa del caldo


Martedì colonnina a 34,8°, record della prima decade di giugno dopo 221 anni. E ieri il picco di 35°






Il record ha resistito 221 anni ma adesso è il 10 giugno appena trascorso che ha il primato assoluto nella prima decade di giugno: la colonnina di mercurio ha registrato nella capitale come temperatura massima 34,8 gradi e 24,1 per la minima. Dal 1782, quando iniziò il lavoro dell?Osservatorio del Collegio romano, non si era mai registrato un caldo così accentuato. Sfogliando gli annali dei meteorologi ci sono stati solo due precedenti che hanno sfiorato questo valore record: il 5 giugno 1998 con 34,6 gradi, e il 10 giugno 1937 con 34,5. Mai in passato nemmeno le minime sono state così alte tranne il 20 giugno dello scorso anno (23,9 gradi) e il 19 giugno 1952 (23,5).
Caldo torrido e forte tasso di umidità, hanno messo in allarme i medici di famiglia che hanno predisposto un decalogo affisso negli ambulatori e sensibilizzato tutti i camici bianchi. «Sono pochi ma fondamentali i nostri consigli – spiega Pierluigi Bartoletti, segretario regionale della Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia -. Con questo caldo bisogna adattare alcune abitudini e stile di vita, l?alimentazione e l?uso dell?aria condizionata. Abbiamo alzato la soglia di attenzione perché l?elevata temperatura insieme all?alto tasso di umidità provoca non pochi problemi alle persone che soffrono soprattutto di patologie respiratorie e cardio vascolari».
Ieri la massima ha portato la colonnina di mercurio alle 3 del pomeriggio a 35 gradi. «Per la statistica non possiamo parlare di record – spiega Franca Mangianti, direttrice dell?Osservatorio del Collegio romano – perché in passato, nella seconda decade di giugno, sono stati registrati valori molto più elevati: 35,2 gradi nel 1961 e 2002. Siamo di fronte ad un?estate anticipata: le temperature di queste periodo sono quelle che in media si dovrebbero registrare a luglio. Questo caldo dura da 40 giorni e non piove dal primo maggio, quando sono caduti solo 2,6 millimetri di pioggia. Non bisogna fare però allarmismi soprattutto perché non c?è un tasso di umidità molto elevato. E? comunque vero che con il riverbero dell?asfalto la temperatura che rileviamo noi diventa 45-46 gradi al sole».
Caldo da sauna anche sui mezzi pubblici dove la temperatura esaspera i passeggeri di metropolitane e autobus: Il Messaggero ha testato, termometro alla mano, la temperatura nei vagoni e sugli autobus, con e senza aria condizionata. Il Codacons ha annunciato un esposto per chiedere la chiusura della metropolitana per il troppo caldo e l?assessore capitolino ai trasporti Mario Di Carlo ha risposto: «Allora bisogna chiudere anche le strade perché i malori ci possono colpire ovunque». Meno polemica è stata la replica di Francesco Sanseverino della Met.Ro, la società che gestisce i treni: «Servirebbe un impianto di condizionamento dell?aria difficile però da realizzare in una struttura sotterranea. La situazione migliorerà a partire dal prossimo anno quando cominceranno a funzionare i nuovi treni acquistati dal Campidoglio dotati di aria condizionata». Per gli autobus con l?aria condizionata non sempre funzionante, l?Atac spiega: «Nell?ultima settimana non abbiamo ricevuto lamentale dai nostri clienti. La gestione dei mezzi è affidata a Trambus e Sita, proprio il 15 aprile abbiamo sollecitato le due società di verificare l`efficienza dei bus e dei loro apparati».
Il caldo mette in ?allerta permanente? anche la protezione civile che ha anticipato di qualche giorno il periodo di massima attenzione per la lotta agli incendi. Intanto gli addetti del Servizio giardini hanno falciato oltre tremila ettari di cespugli e sterpaglie. «Fondamentale sarà però la collaborazione dei cittadini – spiega Dario Esposito, assessore capitolino all?ambiente – per salvaguardare i nostri parchi e boschi dagli incendi: gettare via mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi, sono dei veri e propri attentati». Un?altra raccomandazione arriva da Monica Cirinnà, consigliere comunale delegato ai diritti degli animali: non lasciare i cani sui terrazzi e chiusi in auto, lasciare ciotole d?acqua sui balconi, a disposizione di cani e gatti ma anche uccelli di passaggio.
Intanto tra caldo e siccità la Confagricoltura del Lazio conta i danni: «Le produzioni di cereali, in particolare grano duro e grano tenero – dice Filippo Gasparri, presidente dell?associazione – ci sarà una riduzione del raccolto nelle province di Roma e Viterbo tra il 30 ed il 70 per cento».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this