8 Giugno 2003

Le antenne non sono innocue

“Nessuno, se non viziato da interessi di parte, può dire che le onde elettromagnetiche provenienti dalle antenne installate nei nostri centri abitati siano innocue,viceversa,nessuno può affermare con assoluta evidenza scientifica il danno sulla salute. Di conseguenza, senza conoscenze scientifiche certe, la giurisprudenza non può pronunciarsi contro l`installazione delle antenne.
“E` il quadro di sintesi tracciato da Andrea Vaccari, docente di istituto tecnico a Ferrara, che da anni si occupa di campi magnetici e di misurazione dell`elettrosmog al convegno sul tema che si è svolto presso l`auditorium di via Amendola venerdì sera.L`iniziativa, promossa dal comitato elettrosmg di Occhiobello, presieduto da Armando Felloni,ha visto la partecipazione di circa 60 persone, attente ed interessate agli interventi degli esperti per saperne di più su un tema così delicato e controverso.In qualità di relatori sono intervenuti Roberto Alberti, pediatra di Ferrara, l`avvocatoFrancesco Acerboni, l`avvocato Franco Conte del Codacons veneto e Davide Diegoli, assessore all`Ambiente di Occhiobello, comune che sta vivendo in prima persona questo problema, sia per l`elettrodotto che attraversa S.Maria, sia per la pressante richiesta delle ditte di installare antenne anche in centro abitato.Pur essendovi evidenze cliniche dell`incidenza di leucemie e tumori infantili in zone ad alta esposizione, hanno detto gli esperti, un risposta unanime e concreta dal mondo scientifico non c`è.

“Non ho paura di affermare, ha poi detto Vaccari, che gli interessi economici enormi che ruotano intorno all`installazione delle antenne non favoriscano affatto una ricerca sui rischi, perchè nessuno se la sente di andare a scoperchiare il pentolone che sta sotto questi affari e scontrarsi con forti multinazionali“. In questo quadro nebuloso cosa può fare il semplice cittadino per potersi in tutelare in qualche modo? “Nessun ricorso legale, date le normative in essere, può bloccare le installazioni, ha detto Conte, anche perchè dati i parametri di legge estremamente ampi, tutte le ditte stanno rispettando i limiti consentiti, ma i cittadini devono essere sensibili su questo argomento e mobilitarsi“.

“Quando la società civile esprime accordo su di un tema in contrapposizione a quanto previsto dalla legge, ha concluso Acerbone, il mondo politico e di conseguenza la giurisprudenza non puù non tenerne conto.“

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