Quarto giorno di passione negli aeroporti
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fonte:
- Liberazione
Quarto giorno di passione negli aeroporti italiani, con 285 voli Alitalia annullati e 30.000 viaggiatori rimasti a terra, abbandonati al loro destino dai mille e più assistenti di bordo che con tanto di certificato medico sono ancora a casa ammalati di quella che adesso i media chiamano “epidemia anomala“.
Crisi cui ieri si sono sommate le quattro ore di sciopero, dalle 12 alle 16, proclamato da tutte le sigle sindacali contro una gestione a forte connotazione autoritaria, fuori dalle regole della democrazia industriale, agita dalla nuova dirigenza della compagnia aerea. E a cui si è sovrapposto un “martedì nero“ a livello continentale, con la sovrapposizione dei voli annullati da Air France, a causa dell`agitazione sindacale che attraversa tutta Europa, sotto la minaccia di tagli all`occupazione e contro i piani di riforma delle pensioni, dalla Francia appunto, dove ieri c`è stato il blocco del trasporto aereo dalle 6 del mattino alle 23, all`Austria, paralizzata dallo sciopero delle ferrovie, alla Germania, con Lufthansa che ha tagliato 97 dei suoi 139 voli giornalieri, fino al Regno Unito, bloccato dalle cancellazione di 90 voli su 120 della British Airways.
«Un`epidemia di questo genere ha una precisa strategia», afferma Nicola Schiavone, responsabile delle Risorse umane della compagnia di bandiera italiana, con «la situazione del trasporto aereo che è peggiorata dopo la guerra in Iraq e il diffondersi della Sars», ragion per cui Alitalia se da un lato rivendica «la necessità strutturale di rivedere i costi, a partire da quelli del personale», dall`altra chiede al governo gli stessi provvedimenti che le compagnie Usa hanno ottenuto da George Bush.
L`amministratore delegato Francesco Mengozzi sostiene infatti che l`azienda «non ha ritirato il suo piano anticrisi, ma si è limitata a sospenderne gli effetti in attesa dell`incontro con il governo» previsto per oggi, a cui il management Alitalia solleciterà «una politica europea di sostegno al trasporto aereo analoga a quanto è accaduto negli Usa, perché questa crisi non è dell`Alitalia ma dell`intero settore».
Non è d`accordo Guido Abbadessa, segretario generale della Filt Cgil, che attribuisce la responsabilità di quanto sta avvenendo proprio all`azienda, accusata di «aver scelto la strada del ridimensionamento in contrasto con quanto stabilito un anno fa negli accordi firmati a Palazzo Chigi» e al governo che «pur sollecitato per tempo dai sindacati, non è intervenuto convocando le parti come richiesto da tutte le organizzazioni sindacali lo scorso 14 aprile».
Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Pietro Lunardi ieri andava affermando che per salvare l`Alitalia è necessario che l`Alitalia si salvi da sé. «Quando tutti si rimboccheranno le maniche per fare la propria parte il governo farà sicuramente la sua, ma altrettanto dovranno fare i piloti e gli assistenti di volo». Secondo il ministro, infatti, «si esce dalla crisi solo facendo dei sacrifici e distribuendoli tra tutti. Il management dovrà procedere a un severo restyling riducendo il personale e abbattendo i costi generali d`impresa».
E intanto la Lega, per bocca del suo responsabile dei trasporti Andrea Gibelli, annuncia «un`interrogazione a risposta immediata domani (oggi per chi legge, ndr) nel corso del question time alla Camera», perché le forme di protesta scelte appaiono «illegittime e irrispettose nei confronti dei passeggeri», avendo dimenticato presto e volentieri quanto siano stati irrispettosi gli allevatori brianzoli, grandi elettori leghisti, quando sparavano latte e letame per bloccare la Milano-Linate.
Scoppia intanto “il caso“ dell`invio di Alitalia alla magistratura degli elenchi nominativi degli assistenti di bordo assenti per malattia, e della contemporanea denuncia all`Ordine dei medici da parte del Codacons, il consorzio in difesa dei consumatori, contro Giuseppe Del Barone e Mario Falconi, presidenti delle organizzazioni dei medici di famiglia, che avrebbero gettato discredito sulle capacità professionali dei medici, «i quali sono in grado di capire nel 90% dei casi se una persona simula una malattia». Il Codacons si è rivolto anche alla Procura di Roma perché valuti «gli estremi di concorso in truffa ai danni dell`Inps – si legge in una nota – per i giorni di malattia in cui lo stipendio verrebbe pagato dall`Istituto e non dall`Alitalia».
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