3 Giugno 2003

«Votare contro l`elettrosmog»

«Votare contro l`elettrosmog»

Appello dell`Ecoistituto Veneto ai cittadini perché non restino a casa: «È in ballo la nostra salute»



Il 15 e il 16 giugno prossimi i referendum per cui andare a votare saranno due. Di quello sull`estensione dell`art. 18 alle piccole aziende bene o male se ne sta parlando, mentre il quesito sull`abolizione della servitù degli elettrodotti rischia di passare sotto silenzio. Eppure il problema dell`inquinamento elettromagnetico è molto sentito, specie nelle nostre zone spiega Michele Boato, responsabile dell`Ecoistituto del Veneto e secondo firmatario della proposta di referendum. – Soltanto a Mestre abbiamo raccolto 20mila firme, e la prima di queste è del dottor Livio Giuliani, presidente dell`Ispesl del Veneto. E` un referendum nato nella nostra regione.
Qual è il senso della vostra iniziativa?

L`idea di fondo era quella di sottoporre a un referendum l`argomento dei campi elettromagnetici. Oggi però questa materia è regolamentata da decreti e direttive europee, che non possono essere sottoposti a consultazione diretta. La legge del 1933, che concede alle società gestrici la possibilità di costruire i tralicci senza pagare il proprietario del terreno e senza i vincoli dei piani regolatori, era l`unico appiglio.

Perché chiedete di abolirla?

Perché senza quella legge costruire un elettrodotto sarà più difficile e costoso. Torneranno quindi sul mercato le soluzioni alternative, come l`interramento dei cavi e lo sviluppo di altre fonti di energia, a partire da quella eolica e quella solare.

Cosa cambierebbe?

Una linea elettrica interrata è di gran lunga meno inquinante rispetto ad una linea aerea. La terra isola, assorbe, mentre l`aria permette una maggiore dispersione. Due anni fa l`Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che sul tema dell`inquinamento elettromagnetico da alte frequenze ci sono evidenze sufficienti per invocare il principio di precauzione.

C`è anche un progetto di legge regionale su questo tema.

E` stato presentato da Francesco Piccolo e dai gruppi di centrodestra, e mira ad incentivare economicamente l`interramento delle linee elettriche. Va ricordato pure che una legge di 20 anni fa impose la bonifica delle linee a forte impatto sanitario, ma l`Enel l`ha rispettata soltanto quando le è stato imposto dalle sentenze della magistratura, come a Mirano.

Qual è la situazione nel nostro territorio?

Le aree di Fusina e Marghera concentrano un numero enorme di elettrodotti. A Mestre non si contano i siti che hanno un inquinamento superiore alla soglia di legge di 0,2 microTesla: la scuola Baracca sarebbe fuorilegge, così come la Kolbe in Corso del Popolo. Ho riscontrato valori superiori ai limiti pure negli istituti Foscari e Stefanini, nella zona sud del Rione Pertini e a Campalto.

Esistono riscontri a livello sanitario?

Finora non sono state fatte indagini epidemiologiche nella nostra zona. Sarebbe facile, basterebbe raccogliere i dati sulle leucemie infantili nelle zone più esposte.

Il mancato raggiungimento del quorum è comunque un rischio concreto.

Rispetto a quello sull`articolo 18, il quesito sull`elettrosmog ha minori ricadute politiche, e perciò è stato snobbato. E` un referendum partito dal basso, da associazioni come il Codacons, l`Ecoistituto Veneto e la Laut.


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