Partito a Bari il processo a Giorgio Corbelli
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fonte:
- La Voce di Rimini
L`accusa riguarda la falsificazione di quadri. Coinvolte anche aziende sammarinesi
SAN MARINO – Con la costituzione di parte civile di Codacons, Federconsumatori, Camera di commercio di Bari e di una decina di acquirenti che si ritengono truffati è cominciata l` udienza preliminare nei confronti di Giorgio Corbelli, ex presidente del Napoli calcio e di Telemarket spa. Corbelli, assieme ad altre 12 persone, è imputato nell`inchiesta sulla presunta falsificazione e messa in commercio di 27.000 serigrafie di Michele Cascella tramite i canali televisivi e le attività commerciali di Telemarket e Telemarket 2. Nell`udienza, celebrata davanti al gup del Tribunale di Bari Daniela Rinaldi, i difensori di Corbelli e di Pierpaolo Cimatti hanno depositato alcune consulenze di parte che – a dire della difesa – attesterebbero che le serigrafie sono state realizzate sotto la supervisione del maestro Cascella, utilizzando tele e tecniche esistenti all`epoca in cui l`artista era in vita. Cascella, inoltre, sempre secondo la difesa, ha firmato personalmente le opere. Per esaminare il contenuto delle consulenze il pm inquirente, Roberto Rossi, ha chiesto un termine: per questo l`udienza è stata aggiornata al 9 ottobre prossimo. In quella data la difesa dovrebbe eccepire su alcune costituzioni di parte civile. Corbelli è accusato di essere stato capo, promotore e organizzatore dell` associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione litografie. Secondo l` accusa, che ha chiesto il rinvio a giudizio, lo stesso ruolo di promotore del sodalizio criminale lo aveva Cimatti, all` epoca dei fatti socio di maggioranza della Torcular spa, amministratore unico della Monte Titano Arte srl e socio occulto di Telemarket. Oltre a Corbelli e Cimatti, sono imputati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione delle opere pittoriche, alla truffa ai danni di migliaia di acquirenti, alla ricettazione e riciclaggio delle serigrafie tra gli altri Anna Cascella, figlia del maestro che, secondo il pm, avrebbe autenticato falsamente le opere del padre e legittimato la vendita, Paolo Paoli che avrebbe stampato le false serigrafie e Werther Corbelli, che avrebbe gestito per conto del sodalizio le società sammarinesi del gruppo.
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