23 Maggio 2003

Inflazione, Consumatori: “Prezzi e tariffe fuori controllo“

“Il rapporto annuale Istat dimostra una crescita fuori controllo di prezzi e tariffe che, dopo gli aumenti enormi registrati nel 2002, hanno continuato la sfrenata rincorsa nel primo trimestre 2003“. Lo afferma l`Intesa dei consumatori, secondo cui i dati smentirebbero “le rassicuranti `frottole` del ministro Marzano, che qualche giorno fa in Parlamento, per difendere le `beneamate` compagnie di assicurazioni e gli accordi `truffa` aveva affermato che nei primi mesi del 2003 gli aumenti RC Auto erano stati `contenutissimi` e non superiori all`1,9%“. Secondo Aduc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori “l`Istat ha dimostrato che, nonostante il peso marginale assegnato nel paniere ai servizi assicurativi, pari allo 0,64% invece del 6% reale che incide una polizza obbligatoria di 800 euro su un reddito di 15.000 euro, la Rc Auto e` rincarata del 7,7% nel primo trimestre 2003, del 9,1% nel quarto trimestre 2002, con un aumento medio nel semestre ottobre-marzo dell`8,4%“. L`Intesa ricorda come, secondo il rapporto Istat diffuso ieri, i servizi bancari siano aumentati dell`11,6% nel primo trimestre 2003 rispetto al 7,2 del 2002, mentre i servizi bancoposta, che l`anno passato avevano registrato un -0,5%, nel 2003 hanno visto un aumento del 26,7%. Anche la tassa sui rifiuti, sottolineano i consumatori, quest`anno ha subito un incremento del 5,6% contro il 3,5 dell`anno passato, mentre il pedaggio autostradale e` salito del 6,7% contro il 2,4% di aumento del 2002. L`Intesa denuncia gli aumenti e gli arrotondamenti da euro che sono costati agli italiani 2.178 euro da gennaio 2002 ad aprile 2003 “colpendo servizi obbligatori o semiobbligatori come quelli assicurativi, bancari e/o postali, ma anche i pubblici esercizi e i servizi ricreativi, rincarati del 4% nel primo trimestre 2003“. E chiede al governo “politiche economiche coerenti e rispettose dei diritti dei cittadini e della difesa delle famiglie specie piu` deboli, come un bonus fiscale commisurato alla perdita del potere di acquisto delle prime fasce di reddito, quale giusto risarcimento della crescita indiscriminata di prezzi e tariffe“.

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