16 Maggio 2003

Circa 1.500 i cani “feroci“ in provincia

Circa 1.500 i cani “feroci“ in provincia

Il veterinario: «Proprietari, attenzione»

Il bimbo di 12 anni morso al volto da un pastore tedesco a Sabaudia. Quello di 2, sempre al viso da un meticcio a Latina. Idem per il piccolo di 5 aggredito dal rottweiler del nonno a Norma. E 6 la bimba, azzannata sempre al volto, sempre da un rottweiler a Doganella, dove i genitori compravano frutta. In tre anni troppi precedenti solo in provincia. E a fronte della drammatica situazione nazionale, il Codacons è sceso in campo e ha denunciato i Comuni, accusandoli di omissione d?atti d?ufficio e depositando esposti alle Procure di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze e Bari. Troppi cani senza museruola, sebbene sia una regola introdotta dal regolamento di polizia veterinaria «ignorata, per la semplice ragione che nessun vigile e nessun Comune la fa rispettare». Un fatto in una realtà che vede le razze “feroci“ in aumento: «Rottweiler e Pitt bull rappresentano all?incirca un 5 per cento delle razze diffuse in provincia – dice Giorgio Taccetti, a capo dell?Ordine provinciale dei veterinari – Saranno 1.000, 1.500 compresi i non ufficiali. Hanno indoli aggressive, ma molto dipende dall?addestramento e dai proprietari. Tali cani dovrebbero andare a chi è capace di intervenire, perché ciò a cui non sono abituati per loro diviene un potenziale pericolo da cui difendersi e difendere».


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