6 Maggio 2003

Spesa più cara per 2000 euro




In primo piano ci sono sempre le assicurazioni. «Anche in Umbria le polizze hanno fatto registrare aumenti esponenziali del tutto ingiustificati – afferma Salvatore Lombardi, presidente regionale Ferdeconsumatori – e le valutazioni dell?Antitrust, sulla nostra stessa linea, ci autorizzano ad andare avanti anche con la “battaglia“ sui mancati rimborsi». Secondo l?Intesa, nel 2001 e nel 2002, i premi Rc auto sono avanzati a un ritmo del 20%. «Le tariffe italiane – spiega Angelo Garofalo, presidente regionale Adoc – sono le più alte d?Europa e siamo convinti che possano essere ridotte anche del 26%. Se la colpa di tali premi è dei furbi, si colpiscano loro e non gli onesti che sono in maggioranza». Secondo i conteggi dell?Intesa dei consumatori, che riunisce anche Codacons e Adusbef, gli aumenti 2003 del comparto Rc auto incideranno, a fine anno, per 85 euro a nucleo. Anche le tariffe di benzina, luce e gas pesano sull?inflazione. L?Intesa rileva, infatti, che in 14 mesi il prezzo della benzina è cresciuto del 10%, mentre le bollette energetiche finiranno pesare per circa 26 euro in più rispetto al 2002. Nell?aria, però, ci sono decisioni (quelle relative a stranded cost ed abolizione acquirente unico) che potrebbero far lievitare le voci di luce e gas di altri 110 euro. Un motivo in più per insistere con il bonus fiscale sui carburanti e per la riduzione al 10% dell?Iva sul gas metano. «Per ogni litro di benzina alla pompa – fa notare Garofalo – si paga il 50% di tasse e su queste, paghiamo altre imposte».
Le altre voci date in aumento in questi primi mesi dell?anno sono le tariffe postali e bancarie (+50 euro), consumi alimentari (+92 euro), medicinali (+20 euro), tasse sui rifiuti e acqua (+30 euro). Per quest?ultima sono previsti aumenti medi del 10%, mentre sugli altri tributi locali è in corso un censimento «avviato dalla Regione – come fa notare l?assessore Ada Girolamini – per capire cosa succede in Umbria sulla gestione di alcuni servizi». Un primo passo «per aprire una stagione con maggiori iniziative e proposte», aggiunge l?assessore. «Una risposta alle difficoltà create da una fase non pienamente governata del passaggio alla moneta unica». Il riferimento è per la proposta non passata in Parlamento di fissare i prezzi dei prodotti di prima necessità almeno sei mesi prima del changeover. Per il movimento dei consumatori umbro, tuttavia, una prima risposta agli aumenti può arrivare proprio dalla concertazione. «È necessario tenere sotto controllo l?intera filiera», avverte Lombardi che aggiunge: «L?ascesa dell?inflazione, pur non essendo un fenomeno solo umbro, deve far riflettere». Preoccupano anche i riflessi sul turismo. «In Umbria ci sono strutture ricettive eccellenti ma i prezzi non sono compettitivi».
Questa la “ricetta“ dell?Adoc. «Servono accordi preventivi che non pesino solo sul negoziante – sostiene Garofalo – con Prefettura e Governo che controllano ciò che succede prima e gli enti locali che agevolano gli esercizi che praticano prezzi più ragionevoli». Durante la prossima riunione della Consulta, prevista per oggi, verrà proposto di inserire nell?organismo un rappresentante della Prefettura.
La crescita della spesa sostenuta da una famiglia media, nel 2002, è confermata dalla “Relazione generale sulla situazione economica del paese“ elaborata dal Tesoro. Il documento chiarisce che per il 3% la variazione è generata dai prezzi, mentre solo lo 0,4% è riferibile ad una aumento dei consumi. Le principali voci di uscita del bilancio familiare sono quelle per abitazione, acqua, elettricità ed alimentari (35%). Si spende di più anche per alberghi e ristoranti (10% del budget totale), e per abbigliamento e calzature (9,5%): due settori nei quali l?aumento dei prezzi è stato accompagnato da una riduzione dei consumi.

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