1 Maggio 2003

L`inflazione ritorna al 2,7% Tra le proteste

L`inflazione ritorna al 2,7% Tra le proteste


L`Istat corregge il dato delle «città campione» che ad aprile indicavano un carovita al 2,8%







I prezzi ad aprile non hanno corso quanto previsto, pigiando un po` meno sul pedale dell`acceleratore, senza per questo rallentare anche il convoglio delle polemiche in materia di rilevazioni: l`Istat, correggendo i dati delle città campione, ha comunicato infatti che l`inflazione si è fermata ad aprile al 2,7%, lo stesso valore fatto segnare nel mese di marzo. La variazione dei prezzi su base mensile è stata dunque dello 0,2%, mentre i dati dalle città campione davano un carovita al 2,8% con variazione mensile dello 0,3%. Il tasso italiano resta tuttavia ben al di sopra della media europea che, rivela in questo caso l`Eurostat, a marzo ha fatto segnare un livello del 2,4%.
In Italia, l`aumento congiunturale più consistente si è registrato nel comparto bevande alcoliche e tabacchi (+5,5%), tallonato dalle spese per abitazione, elettricità, acqua e combustibili (+0,4%). Rincari superiori alla medie anche per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+0,4%). In calo invece, r ispetto a marzo, i prezzi di trasporti (-0,2%), comunicazioni (-0,2%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%). Su base tendenziale, forte aumento per bevande alcoliche e tabacchi (+9,1%), spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,1%) e per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+3,9%).
Le buone nuove dell`Istat non trovano tuttavia soddisfatti i consumatori. Il dato preliminare – sostiene l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) – «non solo è grave da un punto di vista dell`aumento dei prezzi ma continua a far dubitare sull`inesattezza dei dati». L`Intesa, quindi, chiede «una incisiva operatività del Governo fino adesso latitante e non all`altezza dei problemi reali delle famiglie». Anche secondo il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, si tratta di «un dato preoccupante che mostra come l`inflazione si sia ormai attestata all`insù», mentre il segretario confederale della Cgil, Marigia Maolucci, ha rilevato come si cons olidi «il divario tra la nostra inflazione e quella europea». Per il vice segretario generale dell`Ugl Paolo Segarelli, invece, quello comunicato è sicuramente «un rallentamento positivo, ma che non muta in meglio la questione dei rinnovi contrattuali».
Ieri l`Istat ha comunicato anche la crescita dei prezzi alla produzione dei manufatti industriali: a marzo sono lievitati dello 0,3% su base mensile e del 2,8% rispetto a marzo 2002. Al netto delle componenti prodotti petroliferi ed energia elettrica, gas e acqua, la variazione congiunturale è risultata pari a +0,1%, mentre quella tendenziale a +1,5%. È tornato infine a scendere, dopo la modesta ripresa di marzo, il clima di fiducia delle imprese di servizi. Secondo le rilevazioni dell`Isae, l`indice grezzo è passato a -2 da 7 del mese precedente. Stabile in vece la fiducia delle imprese della grande distribuzione e di quella al minuto.


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