29 Aprile 2003

I consumatori: il principio è giusto,ma da noi favorirebbe solo i furbi

I consumatori: il principio è giusto,
ma da noi favorirebbe solo i furbi


ROMA – «Un provvedimento positivo. Ma in Italia dovrebbe essere accompagnato da una durata limite della procedura fallimentare. Che ora durano anche 20-30 anni, bloccando qualsiasi nuova iniziativa di chi vuole ricominciare da zero». Il professor Francesco Petrino, presidente dello Snarp (il Sindacato Antiusura), applaude l?iniziativa francese ma precisa che nel nostro Paese la stessa legge avrebbe bisogno di alcune restrizioni. «Altrimenti – precisa – si rischia la paralisi economico-produttiva della nazione. Con i tempi che ci sono attualmente nei tribunali italiani per chiudere una procedura fallimentare, se arrivasse anche l?ondata dei fallimenti delle persone fisiche e delle famiglie, il contenzioso aumenterebbe a dismisura. Con conseguenze catastrofiche». Non è tutto: «Bisognerebbe, e questo sarebbe un ulteriore gravoso compito a carico della magistratura, valutare con attenzione ogni singolo caso, per scongiurare gli abusi. Dall?altra parte si rischia invece un aumento del ricorso delle famiglie oneste al mondo dell?usura, per non macchiarsi della ?vergogna“ del fallimento».
E mentre i giuristi affermano che «un provvedimento del genere, per trovare spazio nel nostro codice civile, avrebbe bisogno di una profonda modifica dello stesso, con il necessario cambiamento di un?altra decina di leggi, soprattutto quelle che riguardano il diritto bancario e societario», le associazioni dei consumatori frenano molto la possibilità che anche in Italia venga introdotta la proposta francese. «Sarebbe come premiare i più furbi – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Incentivare le persone a spendere senza ritegno, a caricarsi di debiti, per poi chiedere con tranquillità il fallimento e lasciare così a bocca asciutta tutti i creditori». Rienzi va oltre: «Le società possono essere maggiormente controllate rispetto ad una persona singola. Hanno i bilanci, i consigli d?amministrazione e così via. Ma come potrebbero essere controllate le spese di una famiglia?». Sulla stessa lunghezza d?onda anche l?Adiconsum. Ecco le parole di uno dei suoi dirigenti nazionali, Benedetto Romano: «In linea di principio, a livello teorico, la proposta di legge francese non fa una piega. Il problema è poi l?applicazione pratica. Credo che qui da noi ci sarebbe un forte abuso e si arriverebbe ad un aumento incredibile delle procedure fallimentari all?interno dei tribunali. E poi non credo che le banche permetterebbero mai un provvedimento del genere. La lobby bancaria, qui in Italia, è infatti molto più forte che in Francia».
Anche le associazioni dei consumatori sottolineano poi come la nuova legge si accompagnerebbe necessariamente ad una pesante modifica del diritto fallimentare in Italia. «Modifica – sottolinea sempre Romano – che porterebbe ad una piccola rivoluzione in Italia in questo settore. Già di per sè in piena confusione».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this