«Noi, forzati di Lampedusa, trattati come clandestini»
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fonte:
- Corriere della Sera
L?altra notte sono arrivati a destinazione anche i 90 viaggiatori del «girone d?andata» della grottesca vicenda Annunciata una serie di esposti per chiedere risarcimenti
MONTICHIARI (Brescia) – «La cosa bella di tutta questa vicenda è che ho perso un giorno di scuola». Francesco, dodicenne di Sassuolo, è anche lui tra i 110 passeggeri atterrati ieri all`aeroporto «D`Annunzio» di Montichiari dopo due giorni di esasperante attesa a Lampedusa del volo Pan Air che li riportasse a casa. Altri 58 sullo stesso aeromobile hanno fatto poi ritorno a Roma. Il rientro era previsto per sabato sera. Invece, sono arrivati poco dopo le 18 di ieri, un ritardo di quasi 48 ore sull`orario previsto. Una volta toccata terra si sono lasciati andare a esclamazioni di sollievo: «Finalmente è finita». Abbronzati ma tanto stanchi, i «reduci» sono usciti dall`area del ritiro bagagli e hanno affrontato giornalisti, telecamere e fotografi che li attendevano al varco: «Ci sembrava di essere dei forzati, i clandestini li trattano meglio», la voce comune. «Una vera odissea – racconta Piero di Vicenza -. Basta charter, da domani per me esisteranno solo voli di linea». Piero è tra i 18 vicentini che, domenica, hanno minacciato di stendersi sulla pista dell`aeroporto di Lampedusa se non li avessero fatti partire. Non tutti però se la sono presa tanto. «Per noi la vacanza si è allungata di due giorni – spiega Monica di Brescia, che era nell`isola con il marito Fabio -: Lampedusa è bellissima e abbiamo trascorso due giorni in più sulla spiaggia, a spese del tour operator. E` stata la compagnia aerea che non ha funzionato». Nel gioco delle responsabilità c`è infatti chi scarica la colpa dei ritardi su chi ha organizzato il viaggio, ma c`è anche chi punta il dito solo contro la compagnia aerea che non ha saputo garantire i voli. «Se questa gente continuerà a lavorare anche con i pienoni estivi – denuncia Paola di Peschiera del Garda – potrà succedere di tutto. Assurdo, devono uscire dal mercato per evitare guai seri».
Tra gli sfortunati viaggiatori anche un bimbo di due anni «E` stato bravissimo – spiega il papà Antonio, di Bergamo -: ha dormito, giocato, mangiato senza problemi. A Lampedusa peraltro i servizi sono stati ottimi. La gente di là va difesa, vittima anche lei di un sistema sbagliato». Molti sono decisi a chiedere il risarcimento dei danni. In campo anche il Codacons, il Coordinamento delle associazioni a tutela del consumatore, che presenterà al più presto un esposto alle procure di Brescia e di Agrigento «affinché il giudice indaghi sulle cause dell`odissea dei 240 passeggeri». Ciò che è accaduto, per l`avvocato Donzelli, presidente del Coordinamento, «non è un semplice disguido ma un vero comportamento doloso o gravemente colposo».
Nel frattempo alla polizia di Montichiari sono già stati presentati più di 15 esposti, uno anche per «sequestro morale», da parte delle vittime del «girone di andata» della stessa grottesca vicenda: quei novanta che sarebbero dovuti partire per l?isola alle 17.50 del 26 aprile da Parma e che, dopo essere stati dirottati al «D`Annunzio», solo alle 3.40 di ieri sono riusciti ad arrivare a destinazione. «Anche l`atterraggio è stato in sintonia con la nostra odissea – spiega al telefono da Lampedusa Roberto di Parma – C`era nebbia, e abbiamo toccato terra solo al secondo tentativo. Senza contare che nell`annunciare l`arrivo ci è stato dato il “Benvenuto a Pantelleria“. Da ridere, se non fosse da piangere. Il ritorno è previsto per sabato, staremo a vedere…».
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