Quando il premio diventa stangata
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Assicurazioni nuovamente nel mirino dell`Antitrust. Segno che qualcosa non va: anni orsono le compagnie furono pesantemente multate dall`Autorità garante della concorrenza e del mercato per aver violato le regole, facendo «cartello» e imponendo, in tal modo, agli assicurati tariffe superiori al lecito. Ieri l`Antitrust ha reso note le conclusioni di una indagine conoscitiva sul settore. Conclusioni, per certi versi, sconfortanti e, per altri, assolutamente illuminanti. Sotto quest`ultimo profilo l`indagine conferma che ? come dice un vecchio adagio ? il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ed il «vizietto» di scaricare sugli utenti le loro difficoltà, le compagnie di assicurazioni italiane sembrano averlo ben radicato.
Per altri versi l`indagine getta nello sconforto. I dati forniti dall`Antitrust non lasciano, del resto, molto spazio ai dubbi. Siamo il Paese nel quale il costo delle polizze Rc Auto è cresciuto in maniera molto più alta che nel resto del continente. Siamo dei veri campioni d`Europa: un triste primato per i cittadini che hanno l`obbligo di provvedere ad una copertura assicurativa per i danni che possono arrecare ai terzi. Nel 2002 il costo di una polizza è aumentato in media, in confronto all`anno precedente, dell`11,6%: rispetto al 4,8% della media europea: quasi due volte e mezzo superiore agli altri Paesi. Il fenomeno ha punte assolutamente irragionevoli.
Una cifra per tutte. Secondo l`indagine un neoassicurato in provincia di Napoli ha visto il costo della polizza crescere di ben 19 volte nell`arco di nove anni. Un aumento inverosimile. Le cifre snocciolate dall`Antitrust sono, del resto, confermate da quelle fornite dall`intesa dei consumatori. Secondo l`associazione che riunisce i gruppi di difesa dei cittadini, dal 1996 al 2002 il costo medio di una polizza è lievitato del 113%. Soltanto nello scorso anno l`aumento medio si è attestato sui 78 euro, circa 150.000 delle vecchie lire.
Queste sono, incontestabilmente, le cifre. Le compagnie assicuratrici si difendono, non da oggi, affermando che l`aumento delle polizze è dovuto all`incremento dei premi pagati. L`argomento è discutibile sotto due profili. In primo luogo non si capisce perché, in via generale, le compagnie dovrebbero aumentare le tariffe se i sinistri sono maggiori: la possibilità che esse siano chiamate, in un certo tempo, a sborsare una quantità di premi più elevata dovrebbe far parte del «rischio d`impresa». Del resto, se i sinistri diminuiscono, ben difficilmente le assicurazioni abbassano le tariffe. Ma l`argomento vero è un altro ed è stato ben individuato dall`Antitrust.
Che i premi siano aumentati in «misura eccezionalmente elevata» rispetto agli altri Paesi europei dipende dal fatto che le compagnie hanno reagito in modo «inadeguato» alla liberalizzazione, scaricando sugli utenti i maggiori oneri derivanti dall`aumento dei costi interni. In altre parole le assicurazioni non saprebbero fare bene il loro mestiere (che comprende la capacità di tenere entro limiti molto bassi le truffe perpetrate da persone disoneste). Invece di cercare di migliorare la qualità delle loro prestazioni le assicurazioni scaricano sui cittadini le loro inefficienze. Elementare. Ed anche più facile della faticosa ricerca dell`efficienza operativa e gestionale. Tanto ad andarci di mezzo sono gli utenti.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto sia difficile nel nostro Paese far affermare i princìpi della liberalizzazione. Il «mercato» è tradizionalmente asfittico e le resistenze di chi detiene posizioni di monopolio o di oligopolio sono fortissime. Proprio per tale ragione il ruolo delle istituzioni di controllo è decisivo. L`indagine dell`Antitrust dimostra, d`altra parte, che lo spazio di manovra per i monopoli ? palesi o mascherati ? si restringe. Le istituzioni che si battono per la difesa dei diritti dei cittadini non vanno lasciate sole. Vanno, al contrario, sostenute. È sperabile che la riforma delle «autorità indipendenti», che da tempo il governo ha preso l`impegno di varare, rinsaldi ruolo e poteri di tali istituzioni di garanzia.
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