24 Aprile 2003

La liberalizzazione nel settore dell` Rc auto in Italia è fallita

La liberalizzazione nel settore dell` Rc auto in Italia è fallita: i premi, dal `94 al 2001, in media sono raddoppiati.
Il presidente dell`Antitrust Giuseppe Tesauro attacca a testa bassa le compagnie. I premi – sottolinea nelle conclusioni dell`indagine conoscitiva sul settore – sono aumentati mediamente in «misura eccezionalmente elevata rispetto ad altri paesi Ue», con le imprese che «hanno reagito in maniera inadeguata alla crescita dei costi (+ 70\% dal `92), adottando soluzioni in comune e scaricando l`aggravio sui consumatori». L`Intesa ha fatto due conti e il risultato è da brividi: un aumento, solo nel 2002, di 78 euro in media su ogni polizza. Che sommato ai rincari che gli automobilisti hanno dovuto sopportare negli ultimi 6 anni, portano il rincaro complessivo a superare tra il 1996 ed il 2002 il 113\%, quasi dieci volte più dell`incremento del costo della vita (18,7\%).

«A gennaio scorso in alcune località, come nella provincia di Napoli, a un neo assicurato era richiesto in media un premio addirittura superiore di 19 volte quello che avrebbe pagato 9 anni prima», sottolinea l`Antitrust nel citare casi «eccezionali di aumenti». E «in diverse province un premio per un ciclomotore può addirittura essere pari allo stesso valore del motoveicolo».Dall`avvio della liberalizzazione «l`aumento dei premi ha finito così con il rappresentare una caratteristica costante e non solo transitoria: solo l`anno scorso – ricorda – i premi hanno registrato un incremento dell`11,6\% a fronte di una media Ue del 4,8\%. Dall`apertura del mercato, nel luglio `94, al 2001, i premi sono cresciuti dagli 8,12 miliardi di euro ai 15,01 miliardi di euro. I costi dei «sinistri» sono saliti: 8,17 i miliardi legati a questi oneri nel `94, 13,73 miliardi nel 2001. L`eccezionale aumento è legato – sottolinea il team guidato da Tesauro – «alla ridotta tensione concorrenziale che caratterizza il mercato italiano». E che può essere ricondotta a due fattori principali che «ostacolano la capacità di proporre contratti in grado di disincentivare comportamenti non virtuosi da parte dei soggetti coinvolti» (compagnie stesse, consumatori, riparatori): «Relazioni verticali di esclusiva tra produttori e distributori che hanno irrigidito la domanda d`impresa in un contesto di obbligatorietà della polizza e la terziarità dell` indennizzato, che non è cliente dell`assicurazione che deve assicurare il rimborso». Alla presenza, cioè, di agenti monomarca (il 97\% del totale) e a un sistema di indennizzi che prevede il risarcimento da parte della compagnia di chi ha causato il sinistro.

La ricetta Tesauro per introdurro un po` di concorrenza è articolata: indennizzo diretto tra compagnie e propri assicurati, superamento degli agenti monomarca, del Cid, dell`accordo Ania-Carrozzieri, e tabella unica per i risarcimenti del danno biologico. Una strada che potrebbe seguire le orme del modello francese, che «ha dato buoni risultati».

L`Ania, cioè l`associazione delle compagnie, si difende abbozzando. Valuta positivamente l`indagine dell`Antitrust sulla Rc Auto perché arriva alla conclusione che «i rincari delle tariffe degli ultimi anni sono dovuti principalmente all`aumento dei costi di risarcimento a carico delle compagnie». Ma rileva che la ricetta dell`Autorità di passare all`indennizzo diretto richiede «una radicale rivisitazione della normativa vigente». Quanto al rapporto contrattuale tra compagnie e agenti, l`Ania sottolinea che la recente direttiva comunitaria sulla distribuzione assicurativa ha confermato «la piena liceità del monomandato».

In attesa dell`ennesima riforma, l`unica salvezza è l`informazione e il confronto: un paio di telefonate spesso bastano per abbassare il premio della polizza anche di cento euro. Internet aiuta a fare i raffronti tra le varie società. Senza illusioni, il mercato delle Rc-auto è ancora un suk.

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