Fumo e bollette riaccendono l?inflazione
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fonte:
- Il Messaggero
Ad aprile il carovita sale al 2,8% sull?onda degli aumenti di sigarette, luce e gas
ROMA – L?inflazione torna a salire con la stima delle città campione ad aprile che porta il caro vita ad un incremento del 2,8% su base annua rispetto ad un aumento mensile dello 0,3%. A trainare in salita il dato sull?inflazione, che ha provocato l?allarme immediato dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, è stato il rincaro della bolletta elettrica, e, anche se in misura minore, la lievitazione del prezzo delle sigarette nazionali ed estere. Così, mentre il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, è sceso ieri in campo contro il caro-petrolio giudicato «il vero tallone d?Achille» della nostra economia, l?Ugl ha chiesto un intervento di Palazzo Chigi «per evitare un?ulteriore penalizzazione dei contratti in scadenza». Ma a gettare acqua sul fuoco è stata ieri l?Isae ricordando, a colpi di cifre, che l?inflazione dovrebbe avere ormai raggiunto «il valore massimo dell?anno», per accingersi a scendere nel corso dell?estate. Una previsione più rosea rispetto a chi vede troppe nubi nel futuro dell?Italia, giustificata dal fatto che il riscaldamento dei prezzi rilevati nelle città campione è stato provocato «essenzialmente dall?inasprimento delle imposte sui tabacchi».
In effetti, il rincaro deciso dall`Authority per l`energia sulle tariffe di luce e gas a partire da aprile, ha spinto in alto questo mese le spese alla voce «abitazione» che comprende acqua, energia e combustibili; in alcuni casi, come a Venezia, questa voce è aumentata del 2%, mentre è diminuita quasi ovunque quella relativa ai trasporti, grazie alla riduzione del prezzo della benzina e dei carburanti. Se si analizzano le voci di spesa, vediamo che il «capitolo sigarette», è stato uno di quelli dove gli aumenti sono stati più marcati (+ 8,9% per le nazionali e + 7,1% per quelle estere), anche se ha finito con l?avere un?incidenza minore sui bilanci domestici. Scattato il primo aprile, il caro-fumo ha contribuito in ogni modo a far crescere ovunque la voce «bevande alcoliche e tabacchi». Generale, anche se con percentuali molto diverse tra loro, anche l`incremento dei prezzi dei generi alimentari (dal +0,2% di Venezia al +1,0% di Perugia), così come comune a tutte le città campione il calo del costo alla voce comunicazioni. Aumenta, infine, ovunque il costo dei biglietti aerei, dopo i rialzi decisi dalle compagnie per fronteggiare il ciclone che ha investito il settore «viaggi e turismo», prima con la guerra in Iraq e ora con l?esplosione della Sars soprattutto in Oriente. Una crisi, che ha spinto l?Intesa dei Consumatori a chiedere al Governo di sbloccare il Fondo nazionale di garanzia per i turisti costretti ad annullare i viaggi all?estero già pagati, o «che addirittura potrebbero ritrovarsi all?estero per colpa dell?insolvenza o del fallimento della loro agenzia o del loro tour operator». E mentre il vice-ministro Urso sottolinea che il calo dei prezzi dei prodotti energetici seguito alla guerra in Iraq appare destinato a ridurre anche il tasso d?inflazione, anche gli analisti non sembrano drammatizzare il dato di aprile. Ad essere ottimista è Paolo Guida, di TradingLab, secondo il quale i dati odierni dovrebbero consentire a fine 2003 un`inflazione annua del 2,4%, mentre Stefano Fantacone, del Cer, ritiene che, `rebus sic stantibus`, a fine anno non si riuscirà a scendere sotto il 2,5%. «Il dato odierno – afferma Guida – non deve far pensare ad un aumento strutturale dell`inflazione: è solo la ricaduta, in ritardo, delle tensioni sui prezzi petroliferi dei mesi scorsi sulle tariffe elettriche. Ma il calo dei costi per i trasporti, con il ribasso dei prezzi dei carburanti ad aprile, indica che probabilmente, nel breve-medio periodo, diminuiranno anche le tariffe. A fine anno quindi – aggiunge – l`inflazione sarà più vicina al 2% come frutto di un prezzo del petrolio attorno ai 25 dollari».
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