24 Aprile 2003

Tocca il palo della luce e resta fulminato

Tocca il palo della luce e resta fulminato. Per la Procura è stato omicidio colposo




Omicidio colposo, al momento contro ignoti. E? con questa ipotesi di reato che la Procura di Roma ha aperto un?inchiesta sulla morte di Francesco Bertolaccini, il ragazzo di 17 anni rimasto folgorato martedì sera da una scarica di corrente elettrica mentre si stava arrampicando su un palo della luce. Il pm Piergiorgio Ferri affiderà oggi a un medico legale l?incarico di effettuare l?esame autoptico sul corpo del giovane, mentre al commissariato di Torpignattara sono stati già sentiti tutti i testimoni della vicenda. L?obiettivo è quello di accertare lo stato di conservazione del lampione e di individuare le cause che hanno determinato la dispersione dell?energia elettrica. E qui entra in scena la società elettrica della capitale, l?Acea, in quanto responsabile della manutenzione degli impianti. L?azienda, infatti, ha un intero reparto specializzato proprio sui dispositivi di sicurezza.
Il sindaco Veltroni è intervenuto sulla terribile storia di Francesco inviando un messaggio di cordoglio alla famiglia del ragazzo. «Vi sono vicino, vi abbraccio. Sono profondamente scosso», ha scritto Veltroni, facendo sapere di avere inviato una lettera all?Acea, con la quale chiede di essere informato sulle circostanze del tragico incidente.
E montano anche le polemiche. Il Codacons chiede controlli a tappeto. «Purtroppo – dice il presidente dell?associazione consumatori, Marco Donzelli – avevamo già denunciato il fatto che i proprietari degli impianti d`illuminazione pubblica non investono abbastanza per la messa in sicurezza, e non rispettano sempre le normative in materia. Ricordiamo che il responsabile della sicurezza è il proprietario dell`impianto, salvo l`abbia dato in gestione. In tal caso è responsabile il gestore per l`ordinaria manutenzione ed il proprietario per la manutenzione straordinaria.
Mentre il consigliere del IV Municipio, Giuseppe Sorrenti (An) se la prende con il Comune di Roma: «La situazione di degrado degli impianti era stata denunciata un mese fa in una relazione dell`Agenzia per il controllo e la qualità del servizi pubblici locali dove si sottolineava che i servizi svolti sono troppo importanti per essere lasciati all?improvvisazione o al buon senso degli amministratori di queste aziende». Secondo la ricostruzione della polizia, il ragazzo stava giocando a calcio con alcuni amici a largo Battipaglia quando il pallone è finito all`interno dell?istituto religioso delle Missionarie del Sacro cuore di Gesù. Francesco ha scavalcato la recinzione, ha preso il pallone, poi, per uscire, si è aiutato arrampicandosi a un palo della luce. La scarica elettrica lo ha ucciso sul colpo, quando con una mano ha toccato la recinzione in ferro e con l?altra era ancora avvinghiato al lampione. Il suo corpo avrebbe fatto da filo conduttore. Una scena agghiacciante quella riferita, tra le lacrime, dai tre ragazzi che in quel momento si trovavano con Francesco. Il corpo carbonizzato del giovane è rimasto appeso in aria, perchè una gamba si era conficcata in uno spunzone di ferro. Gli amici hanno cercato inutilmente di riportare a terra il corpo. Mentre la madre superiora del convento ha raccontato di aver sentito le urla strazianti di Francesco e di aver subito chiamato il 118 e il 113. «Non sapevamo che quel lampione era pericoloso – dice la madre superiora – nessuno si era mai accorto di niente». Quando l?autoambulanza è arrivata sul posto, in via Anagni, per il ragazzo non c?era più niente da fare. Nella notte è anche intervenuta una squadra dell?Acea che ha provveduto, come prima precauzione, a staccare la corrente elettrica in tutta la zona.
Per tutta la giornata di ieri, poi, due squadre di tecnici dell?azienda capitolina hanno effettuato un minuzioso sopralluogo su tutte le strutture del quartiere. Le verifiche hanno riguardato non solo via Anagni, dove è morto il ragazzino, ma anche Largo Battipaglia e via dei Gordiani, al Prenestino. I tecnici devono infatti appurare come sia stata possibile quella dispersione di energia elettrica che ha ucciso Francesco. Il rapporto che emergerà dai controlli verrà inviato al pm Ferri. Le conclusioni dell`esame autoptico, insieme con le rilevazioni tecniche dell`Acea e l`indicazione del punto esatto dal quale è partita la scarica elettrica mortale, potranno dare un`indicazione sulle responsabilità di una tragedia la cui dinamica appare chiara. I dirigenti dell?Acea, intanto, preferiscono non parlare della vicenda e hanno diffuso soltanto una breve nota: «L`azienda – si legge – sta portando a termine una serie di accertamenti per verificare quanto sia realmente accaduto, collaborando attivamente con le forze dell`ordine e con la magistratura alla quale compete l`individuazione delle responsabilità».


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