22 Aprile 2003

Da gennaio 2002 rincari per complessivi 2.109 euro

CRESCITA DEI PREZZI, MENO CONSUMI

La spesa delle famiglie aumenta del 3,4%

Il Ministero del Tesoro: «Non è colpa dell`euro»

Da gennaio 2002 rincari per complessivi 2.109 euro


ROMA. Cresce la spesa delle famiglie italiane: nel 2002 è arrivata a
quota 752 miliardi di euro, registrando un aumento del 3,4% rispetto all`anno precedente. È quanto emerge nella «Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2002» elaborata dal Tesoro.

L`aumento della spesa è legato soprattutto alla crescita dei prezzi (+3%), meno all`aumento dei consumi (+0,4% nel complesso, ma
se l`indagine viene ristretta al territorio escludendo le spese fatte all`estero, +17,7%, i consumi nel 2002 registrano addirittura un calo dello 0,1%).

Più di un terzo del bilancio familiare se ne va tra spese per abitazione, acqua, elettricità (150,8 mld) e alimentari (110,6 mld). Si spende più per alberghi e ristoranti (74,8 mld) che per vestiario e calzature (71,6) ma in entrambi i comparti, a fronte di un aumento dei prezzi, gli italiani hanno ridotto i consumi. Le spese per istruzione (7 miliardi) non arrivano neanche all`1% dell`intero budget e nel 2002 sono rimaste nel valore sostanzialmente invariate (+0,3% rispetto all`anno precedente); nella quantità però sono addirittura diminuite del 2,3%.

L`aumento maggiore della spesa – emerge sempre dai dati contenuti nella Relazione Trimestrale del ministero dell`Economia – è stato per le assicurazioni (+11,9%) che in valore assoluto hanno pesato per più di 16 miliardi di euro. In crescita anche gli affitti (+7,8% quelli figurativi e +5,1% quelli effettivi). Si è speso di più anche per la manutenzione dell`abitazione: 9,6 mld (+3% rispetto al 2001).

Si spende meno per l`auto (-1,4%) e per tv, hi-fi, pc (-1,2%). Ma se nel caso della vettura è il taglio della quantità (quasi -4%) a far scendere il valore complessivo del settore, per gli elettrodomestici tecnologici (dal computer alla macchina fotografica), il calo è dovuto alla riduzione dei prezzi (-3,4%), mentre i consumi in realtà, se pur lievemente (+2,3%), sono in crescita.

Cala anche l`incidenza della voce energia elettrica e gas (-6,6% a 23,4 miliardi) sulla spesa complessiva.

Dalle tabelle elaborate dal Tesoro si evince comunque che nonostante la crescita della spesa nel 2002 rispetto al 2001, sia in valore assoluto che in percentuale, non è stato un anno facile per le famiglie italiane.

Si sono comprati meno vestiti (-0,3%), giornali e libri (-3,2%), meno pacchetti viaggio (-2,4%) e soprattutto si è risparmiato
sugli articoli personali (-5% in quantità e -2,7% nel valore).

Dall`inizio del 2003 i redditi delle famiglie italiane sono già stati falcidiati da 604 euro di maggiori spese per bollette e tariffe. E dal primo gennaio 2002 i rincari hanno inciso sulla spesa delle famiglie per complessivi 2.109 euro.

Il calcolo è dell`Intesa dei consumatori che ha sommato tutti i rincari intervenuti dall`inizio del 2002, primo anno dell`euro.

Dal primo gennaio 2003, sostiene l`Intesa, l`assicurazione Rc Auto è aumentata in media di 85 euro, la bolletta di luce e gas di 26 euro, la tariffa dei rifiuti urbani e dei servizi idrici di 39 euro; ben 50 euro in più costano le spese di banche e posta, 24 euro i ticket per le medicine, 178 euro è il maggior costo di autostrade e benzina, per 92 euro in più incidono i consumi alimentari mentre la decisione di eliminare l`Acquirente Unico, a tutela dei consumatori domestici, e la restituzione degli stranded cost rischiano di far lievitare i costi energetici di 110 euro.

Basterebbe invece dare corso alle due proposte dell`Intesa – defiscalizzazione del prezzo dei carburanti e riduzione dell`Iva sui consumi di metano dal 20 al 10% – per permettere subito un risparmio di 259 euro annui.

Il Governo, sottolinea l`Intesa in una nota, «anzichè terrorizzare i cittadini con le cartelle pazze operi, tra le altre cose, defiscalizzando i carburanti e riducendo l`Iva sul gas». Infatti, continua, se fossero realizzate le due proposte che l`Intesa ha richiesto al Governo e già formalizzate precedentemente che comportano la riduzione di 7,50
centesimi al litro dei carburanti e la riduzione dell`Iva del gas dal 20 al 10% si potrebbero risparmiare 96 euro annui sul prezzo della benzina, 87 euro grazie all`abbattimento Iva sul gas, 76 euro tramite la riduzione del tasso di inflazione per minore impatto sui costi generali per un totale di 259 euro annui.

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