I consumatori replicano a Tremonti: c?è comunque un danno
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fonte:
- Giornale di Brescia
Avvisi pazzi, le scuse non bastano
I consumatori replicano a Tremonti: c?è comunque un danno
Le lettere giunte o in arrivo a circa 5 milioni di contribuenti per aderire al condono sono solo un invito ma questo non basta a spegnere preoccupazioni e polemiche sulle migliaia di «cartelle pazze» . Se i consumatori affilano le armi e già invitano a rivolgersi ai giudici di pace, i concessionari sottolineano che sono «paradossali» gli inviti a non pagare e temono l?innescarsi di «una ulteriore pericolosissima fase critica del tutto inutile e dannosa». I concessionari dunque non ci stanno a fare da parafulmine alla vicenda e spiegano di essere l?ultimo anello dell?attività complessiva impositiva fiscale, «l?ultima trincea – ha sottolineato l?Ascotributi – sulla quale si concentrano gli attacchi finali». E soprattutto spiegano perchè il contribuente è chiamato a sanare la sua posizione pagando: «Non avvalendosi adesso del condono, i contribuenti saranno successivamente interessati dalle azioni esecutive del concessionario». Le lettere di avviso sono nate da una delle opportunità di sanatoria offerte dalla Finanziaria che prevede la possibilità di condonare dicembre 2000, pagando un quarto dell?importo. «Una percentuale statisticamente irrilevante – sottolinea l?Ascotributi, l?associazione che riunisce i Concessionari della Riscossione – ove rapportata ai volumi complessivi». Non sono dello stesso parere le associazioni dei consumatori. Se Codacons, Adusbef e Federconsumatori invitano i contribuenti coinvolti a rivolgersi ai giudici di pace per chiedere un risarcimento dei danni, l?Adiconsum chiede alle Procure di «aprire un?indagine» sul caso. Il caso finirà anche in Parlamento: «Chiederemo un?informativa al governo», annuncia il presidente della Commissione Finanze della Camera Giorgio La Malfa. L?opposizione, dal canto suo, tuona contro l?iniziativa degli avvisi e polemizza contro il ministro dell?Economia Giulio Tremonti che mercoledì ha chiarito il senso delle lettere e ha chiesto scusa per gli errori. «La responsabilità – afferma l?ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco (Ds) – è di chi ha preteso, per legge, di usare i ruoli esattoriali per l?invio di centinaia di migliaia di lettere chiaramente indirizzate al solo scopo di forzare i contribuenti ad aderire al condono». Ma la maggioranza plaude invece all?operato dell?esecutivo. «Da che pulpito viene la predica», replica all?Ulivo il presidente della Commissione Finanze del Senato Riccardo Pedrizzi (An). Il ministro Tremonti, rileva il senatore, «a differenza dell?ex ministro Visco, vuole porre il rapporto tra fisco e contribuenti sui binari della chiarezza, della trasparenza e della fiducia». Intanto i contribuenti fanno bene a controllare, consigliano gli addetti ai lavori, se il debito è già stato pagato.
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