Cartelle pazze, il Tesoro corre ai ripari
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fonte:
- La Stampa
Cartelle pazze, il Tesoro corre ai ripari
I consumatori chiedono i danni. Tremonti risponderà alla Camera
ROMA.
Polemiche, accuse, precisazioni e richieste danni. Il caso delle «cartelle pazze» inviate per il condono, intasa i centralini dell?Agenzia delle entrate e surriscalda il clima politico. Dopo le scuse del ministro del Tesoro Giulio Tremonti la macchina amministrativa ora cerca di correre ai ripari. A ricevere avvisi errati per aderire alla sanatoria delle iscrizioni a ruolo sono stati, secondo i concessionari delle riscossioni, «qualche migliaio di contribuenti», alcuni addirittura deceduti, su un totale di cinque milioni.
COSA FARE. I casi a rischio sono soprattutto quelli delle cartelle arrivate per tasse non pagate prima del 1997. L?Agenzia delle entrate aveva già messo in allerta, il 28 febbraio scorso, i concessionari sui periodo antecedente il 1997, giudicandolo a rischio errore. Se mancano indicazioni certe sul ruolo (cartella) che viene riproposto con la sanatoria, il contribuente farà bene ad informarsi per sapere quale era la richiesta originaria e se il «debito» è già stato saldato. Se la risposta è affermativa, il contribuente non deve fare nulla. E? sempre meglio comunque conservare il documento. Se invece la cartella non rivela, come è successo, l?indicazione della cartella esattoriale contestata come non pagata, la richiesta di maggiori chiarimenti è inevitabile. I concessionari metteranno a disposizione appositi servizi di informazione, anche via telefono In ogni caso le lettere inviate in questi giorni dai concessionari sono solo «avvisi» e non «ingiunzioni di pagamento». In generale, come ricordato da Tremonti, l`adesione al condono è solo su base volontaria. Da ricordare però che per chi non aderisce, è stato annunciato il «pugno di ferro».
DECADENZA. La legge fissa dei termini per la decadenza delle richieste fatte dall` amministrazione. Occorre infatti che il ruolo sia stato reso esecutivo (cioè che sia stata inviata la cartella) entro un determinato termine: per i ruoli precedenti al 1997 questo è fissato al quinto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione oggetto del controllo (esempio: dichiarazione 1994, decadenza 1999). Ora invece i tempi sono differenziati: se si tratta di verifiche automatizzate vanno notificate entro il secondo anno successivo a quello della dichiarazione; negli altri casi entro il terzo anno successivo.
RISARCIMENTO. Ai consumatori le scuse di Tremonti non bastano. Codacons, Adusbef e Federconsumatori chiedono il risarcimento dei danni per i cittadini a cui sono state inviate le cartelle sbagliate. Invitano tutti coloro che hanno ricevuto «cartelle pazze» a conservare i documenti di spesa (ad esempio le ricevute del commercialista) che hanno sostenuto «per accertare la pazzia degli avvisi recapitati e, con questi, rivolgersi al Giudice di Pace per ottenere un risarcimento danni».
POLEMICHE. Attacchi di natura politica al Tesoro sono arrivati dalle opposizioni. La Margherita parla di «ennesima beffa Tremonti». «Accuse grottesche», secondo Forza Italia «per un problema circoscritto a poche migliaia di casi». Il diessino ed ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco ha potuto così aggiungere un nuovo capitolo nella diatriba con il suo successore Tremonti: «Disguido prevedibile. Questa volta non è un caso di disorganizzazione ma c?è del dolo perché il ministero del Tesoro ha voluto inviare centinaia di migliaia di lettere al solo scopo di forzare i contribuenti ad aderire al condono. Attribuire la responsabilità al sistema esattoriale è inutile». Anche i concessionari, attraverso l?associazione di categoria Ascotributi, respingono a Tremonti le accuse: «Le comunicazioni sono state spedite sul modello approvato dall`Agenzia delle Entrate, e gli importi indicati come non pagati risultano dai ruoli formati e affidati dagli uffici statali alle aziende concessionarie». Inoltre «i concessionari si sono fatti direttamente carico delle problematiche dei contribuenti sull`applicazione del condono, con le loro strutture, sopportando costi aggiuntivi non richiesti e non recuperabili». Il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Giorgio La Malfa ha annunciato che «dopo Pasqua, il ministro sarà convocato per rispondere sull?incidente».
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