«Gli avvisi “pazzi“ non vanno cestinati»
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fonte:
- Il Messaggero
«Gli avvisi ?pazzi“ non vanno cestinati»
I concessionari: chi deve pagare se non aderisce al condono rischia una cartella
ROMA ? Dopo aver innervosito i contribuenti che li hanno ricevuti e i commercialisti che se ne devono occupare, gli “inviti pazzi“ ora fanno perdere la pazienza anche ai concessionari della riscossione. Le società che hanno in gestione i tributi rifiutano il ruolo del capro espiatorio, respingono le critiche del governo e ricordano che chi non aderisce al condono rischia di vederesi poi recapitare una vera e propria cartella di pagamento. Intanto l?opposizione interviene contro il ministro Tremonti, che l?altro giorno aveva chiesto scusa agli italiani in televisione. E le associazioni dei consumatori iniziano addirittura a parlare di azioni legali e richieste di rimborso.
Così una vicenda all?inizio era solo decisamente antipatica prende la forma di un pasticcio tecnico-politico che rischia di avere serie conseguenze. Il tutto proprio quando manca meno di un mese alla scandenza per i versamenti dei condoni, non solo quello dei carichi a ruolo ma anche i più sostanziosi, a partire dal tombale.
La presa di posizione dell?Ascotributi, l?associazione che raggruppa i concessionari, è insolitamente aspra nei toni. Fa seguito alle accuse giunte sia dall?Agenzia delle Entrate, sia direttamente dal ministro: la responsabilità dell?arrivo di alcune migliaia di inviti errati era stata attribuita proprio al sistema dei concessionari.
Ascotributi risponde che «l?operazione è stata di notevole laboriosità per il gran numero di avvisi emessi». Per cui «le inesattezze ed errori riscontrati rappresentano una percentuale statisticamente irrilevante rapportata ai volumi complessivi, sicuramente in linea con le compatibilità di errori ammesse nella trattazione informatica dei grandi numeri, e comunque tale da non inficiare il lavoro svolto dai concessionari».
Ma non è tutto. Pur dichiarandosi disponibili a fornire a Tremonti tutte le spiegazioni necessarie, i concessionari definiscono «paradossali» gli inviti a ignorare le lettere, e quindi a non pagare, più o meno esplicitamente espressi dal ministro e dall?Agenzia delle Entrate. Questo perchè «in tal modo si distrugge ogni certezza informativa nei confronti dei contribuenti, innescando una ulteriore pericolosissima fase critica del tutto inutile e dannosa»
Il riferimento è al fatto che alcuni cittadini dopo aver versato si sono pentiti e ora già chiedono di essere rimborsati. Poi una precisazione che potrebbe risultare indigesta ai contribuenti: i quali – si precisa – «non avvalendosi adesso del condono saranno successivamente interessati dalle azioni esecutive del concessionario». In altre parole, dopo gli inviti arriveranno le cartelle vere e proprie. Per cui chi non è assolutamente sicuro di avere ragione rischia di andare incontro a brutte sorprese in futuro.
Parzialmente in linea con le argomentazioni dei concessionari è l?ex ministro Visco, secondo il quale l?invio degli avvisi era prevedibile. E la colpa non è del sistema della riscossiome ma «di chi ha preteso di usare i ruoli esattoriali per l`invio di centinaia di migliaia di lettere chiaramente indirizzate al solo scopo di forzare i contribuenti ad aderire al condono».
I più agguerriti sono però in consumatori. Codacons, Adusbef e Federconsumatori invitano i contribuenti a farsi ripagare per il disturbo. «Il cittadino che riceve una cartella pazza – scrivono – va risarcito del tempo e del denaro che questo avviso sballato porta ingiustamente via e dello stress che obiettivamente ne consegue».
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