Italia, su 1 milione di siti solo il 22% è attivo
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fonte:
- Il Nuovo.it
ROMA – Italia, settima al mondo per numero di siti Internet aperti, è anche il Paese che, una volta aperto un dominio, non lo utilizza. Su un milione e 32mila siti registrati lo scorso anno solo 236 mila, il 22,9% corrisponde ad un sito effettivamente realizzato; il 77,1% corrisponde invece ad alias, cioè pagine di “lavori in corso“.
L`aumento dei domini registrati nel 2002 è stato del 13,5%, ma è aumentato addirittura del 23,6% il numero dei domini non utilizzati. A registrare l`andamento del mercato Internet in Italia è il sesto rapporto Ibi (Internet Benchmarking Italia) da cui emerge, appunto, che molte aziende in Italia registrano uno o più domini, ma rinviano o allungano la decisione di realizzare un proprio sito “colti da esagerata prudenza o non ritrovata fiducia“. La presenza generale delle aziende su Internet, inoltre, peggiora non solo come quantità, ma degrada anche come qualità, anche se emerge un aumento della percentuale dei siti ben fatti.
“In ogni caso – ha detto Francesco Tamburella, che ha coordinato i lavori del rapporto Ibi – c`è un peggioramento generale che potremmo definire meglio disinteresse e che deve fare riflettere“.
“Ci troviamo di fronte al capezzale di un malato, che è in straordinaria sofferenza da un paio di anni“, ha detto Mario Rosso, general manager di Tiscali Italia e presidente onorario del Distretto romano dell`Audiovisivo e dell`Ict, secondo il quale “la Web economy rischia di essere spezzata proprio nel momento di sua maggiore vulnerabilità e cioè quello in cui si stava sviluppando“. Quanto alla strada indicata dal rapporto per migliorare la competitività e recuperare la credibilità delle aziende in questo settore, è necessario migliorare la fiducia sulla sicurezza nelle tecnologie e l` affidabilità delle imprese che l` adottano, nonché la trasparenza dei comportamenti e l` attenzione verso il cliente-consumatore-cittadino. Uno dei principali fattori che ostacolano l` affermazione dell` e-business sta proprio nella bassa affidabilità che le imprese riescono a trasmettere. Proprio per questo, la Marcon.net, per conto di Intesa Consumatori, ha elaborato uno studio, che verrà presentato nei prossimi giorni, per determinare i requisiti che l` azienda deve presentare per ottenere il riconoscimento di affidabilità e da cui emerge che questo fattore spingerebbe il 70% dei consumatori a spendere di più su internet. La collaborazione con le associazioni dei consumatori dovrebbe portare a un protocollo che potrà essere utilizzato dalle aziende che vogliono impegnarsi a rispettare alcune regole di comportamento, chiare e determinate: questo impegno verrà evidenziato dall` esposizione di un contrassegno, una sorta di bollino blu, che garantirà l` avvenuto controllo e la verifica da parte dell` Intesa Consumatori.
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