Ma i consumatori ribattono: i prezzi sono ancora più alti
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Inflazione, l`Istat conferma l`aumento di marzo (+ 2,7%)
ROMA ?- A marzo 2003 i prezzi al consumo sono aumentati del 2,7% su base tendenziale. Lo comunica l`Istat sulla base dei dati definitivi precisando che rispetto a febbraio 2003 l`aumento dei prezzi dello 0,3%. Il 2,7% registrato dall`Istat in marzo segna una leggera crescita rispetto al 2,6% tendenziale di febbraio. L`indicazione delle città campione segnava per marzo un aumento del 2,6% che, in alcuni casi, saliva al 2,7% con l`arrotondamento. Secondo l`Istat l`indice nazionale dei prezzi al consumo per l`intera comunità (indice Nic) ha registrato in marzo aumenti congiunturali per abitazione, acqua, elettricità, combustibili ed alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+0,5 per entrambi) e trasporti (+0,4%). Questo incremento – ha spiegato l`Istat – è dovuto all`aumento dei prezzi del petrolio e dei combustibili. Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati, infatti, per le stesse voci: alberghi, ristoranti e pubblici esercizi hanno segnato un +4%, mentre abitazione e trasporti un +3,7%. Per quanto riguarda gli indici nazionali dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (indice Foi) gli incrementi congiunturali più consistenti si sono avuti sempre per alberghi e trasporti, rispettivamente +0,6% e +0,5%. Una variazione congiunturale negativa si è invece registrata nel capitolo dell`istruzione (-0,1%). Gli aumenti tendenziali più marcati si sono avuti invece elle voci altri beni e servizi (+4%) e trasporti (+3,9%). Variazioni negative si sono invece registrate nei capitoli servizi sanitari e spese per la salute (-0,6%) e comunicazione (-0,4%). Nell`ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati a Napoli (+3,5%) e Venezia (+2,9%). Seguono poi Torino, Aosta, Bari e Palermo (+2,8% per tutte e quattro le città). Gli incrementi più moderati si sono registrati – conclude l`Istat – nelle città di Firenze e Reggio Calabria (+1,9% per entrambe) e Potenza (+2%). Il dato sull`andamento dell`inflazione nel mese di marzo (+2,7% tendenziale, +0,3% su base mensile) è frutto di un «miracolo dell`Istat», che mal si concilia con la crescita dell`Iva del 16,4% nei primi due mesi del 2003. Così l`Intesa dei consumatori commenta in una nota le cifre sui prezzi confermate ieri dall`Istituto di statistica. «Se il gettito dell`Iva è cresciuto di oltre il 16% – ribadiscono le quattro associazioni dell`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in una nota – ciò è la conseguenza esclusiva di un aumento di prezzi e tariffe pagate dai consumatori finali che non ne possono più di subire, oltre al danno dei rincari, la beffa continua di rilevazioni Istat edulcorate e non rappresentative della realtà dei consumi» Secondo le organizzazioni, «l`aumento del gettito Iva non può essere generato, nè imputato da una ricostituzione delle scorte, vista la stagnazione del Pil e della produzione industriale che indicatori economici danno in recessione». Per questo l`Intesa dei Consumatori si aspetta «i necessari, doverosi chiarimenti da parte del Governo, del ministro dell`Economia e di un Istituto di Statistica che continua a misurare consumi “lunari“ prendendosi beffe della pazienza degli italiani».
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