L?inflazione a marzo sale al 2,7%
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fonte:
- Il Messaggero
L?inflazione a marzo sale al 2,7%
E da oggi scatta l?aumento del prezzo delle sigarette: 20 centesimi in più
ROMA – Le nubi che offuscano gli scenari internazionali finiscono con il riflettersi sull?andamento dell?inflazione in Italia che a marzo si attesta al 2,7% contro il 2,6% di febbraio. L?aumento del costo della vita che ha scatenato immediate prese di posizione sul fronte politico-economico e sindacale, è stato reso pubblico dall?Istat che ha precisato come a marzo i prezzi al consumo – sulla base dei dati provvisori – siano cresciuti rispetto a febbraio dello 0,3%. Se si considera l`indice armonizzato, comprensivo delle riduzioni di prezzo dei saldi, l`aumento dei prezzi è stato dell`1,3% su base congiunturale e del 2,9% su base tendenziale. Nella «zona euro», secondo quanto reso noto dalla stima-flash di Eurostat, l?inflazione dovrebbe essere incvece rimasta ferma a quota 2,4%.Il dato definitivo sarà annunciato il 18 aprile.
E mentre da oggi si annunciano sigarette più care di 20 centesimi (i rincari, attuati dai Monopoli su richiesta delle società produttrici sono legati alla scadenza prevista dalla Finanziaria per la «tassa sul fumo»), il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha sottolineato che sul rialzo del tasso tendenziale d`inflazione a marzo pesa l`andamento del greggio che rientra come prezzo energetico «nel prezzo di tutti i prodotti». «Non è che in questo periodo non stia succedendo niente..» ha ironizzato il Ministro, aggiungendo inoltre che «il petrolio ha avuto in questo periodo qualche fibrillazione» che ha avuto ricadute inevitabili su tutto il sistema economico. Anche il vice-presidente della Confindustria Guidi ha stemperato gli allarmismi ricordando che il dato diffuso dall?Istat deve essere classificato come «non drammatico». «Ha molta ragione Ciampi – ha osservato – quando dice che il differenziale di inflazione certifica la differenza di competitività nel sistama dei cambi».
Più preoccupata è invece l?Intesa dei Consumatori secondo la quale il governo deve invece intervenire riducendo il prezzo dei carburanti ed abbattendo l`Iva che grava sul gas, così da far risparmiare alle famiglie italiane 259 euro l`anno. I consumatori hanno anche sottolineato che il potere d`acquisto delle famiglie è sceso di 1.500 euro nel 2002 e di altri 500 euro nei primi mesi dell`anno. «Se l`esecutivo realizzasse le nostre proposte, ossia la riduzione di 7,5 centesimi di euro al litro i carburanti e la riduzione dell`Iva sul gas dal 20 al 10% – dicono – si potrebbero ottenere risparmi diretti ed indiretti». In base ai calcoli dei consumatori, con la defiscalizzazione del costo dei carburanti, ogni famiglia potrebbe risparmiare 96 euro all`anno sui pieni di benzina. Con l`abbattimento dell`Iva sul gas, invece, il risparmio sarebbe di 87 euro annui. Come conseguenza di ciò si avrebbe una riduzione del tasso di inflazione, che si tradurrebbe in 76 euro all`anno di risparmio. Complessivamente, quindi, la realizzazione delle proposte dell`Intesa di tradurrebbe per ogni famiglia in un risparmio di 259 euro.
L`indice dei prezzi al consumo armonizzato viene calcolato dall?Istat considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee come gli sconti, i saldi, e le vendite promozionali. La differenza tra le variazioni congiunturali dei due indici quindi risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali e i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi. I dati definitivi saranno diffusi il prossimo 14 aprile 2003. Su base congiunturale l?aumento più elevato ha riguardato il capitolo «Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi» (+0,5%).Segue quello dei trasporti con un incremento dello 0,4% a causa del caro-petrolio. E mentre i sindacati ricordano a Palazzo Chigi che «ci sono 10 milioni di lavoratori in attesa dei rinnovi contrattuali» («Occorre ripristinare una politica dei redditi – ha affermato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni – con un sistema che controlli prezzi e tariffe») il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, ha rilevato che l?aumento dei prezzi «va a scapito dei vantaggi competitivi che l?abbassamento dell?inflazione ottenuto un anno e mezzo fa aveva dato all?economia italiana».
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