23 Marzo 2003

MA ALTROVE E? ANCHE PEGGIO





L?Istat ricorda ai cittadini quanto tempo viene loro sottratto da una pluralità di enti, in vari momenti della giornata. Da tempo soggetti pubblici e di recente privatizzazione avanzano come titolo di merito l?essere divenuti aziende. Dell?azienda hanno certamente le pretese economiche sul servizio erogato ma non il dovuto corrispettivo: la qualità. Il cittadino-utente è sempre più consapevole di essere cliente, di pagare per un servizio che deve essere confacente alle proprie aspettative. Ed è altresì consapevole di essere sovente anche finanziatore oltre che fruitore dei servizi cui si rivolge. Tutto ciò lo porta ad esigere prestazioni qualitativamente adeguate e certamente non sono estranei alla qualità i tempi d?attesa trascorsi in inutili file che sottraggono tempo alle proprie occupazioni, rappresentando a volte un pesante disagio. Tuttavia dai dati Istat emerge come la situazione umbra sia tutto sommato nella media, che tradotto in linguaggio comune significa più male che bene. Gli umbri, però, non si accontentano di questo. Ricordiamoci che si parla di file d?attesa comunque superiori al venti minuti. Da parte nostra ci sentiamo perciò sempre più impegnati a richiamare tutti i soggetti in questione ad avvicinare concretamente la qualità dei servizi alle tante ?carte“, alle martellanti campagne pubblicitarie, alle tante aspettative che creano. L?autoreferenzialità non regge alla prova dei fatti e semmai ce lo dovessimo dimenticare, ci sarebbero sempre i cittadini a ricordarcelo quotidianamente.

Vice presidente

nazionale Codacons

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