15 Marzo 2003

Privacy, serve il permesso per diffondere i videomessaggi

Privacy, serve il permesso per diffondere i videomessaggi


Le regole del Garante: leciti solo gli «mms» personali, no agli invii a catena



ROMA – I «videomessaggini» possono nuocere alla privacy. Gli mms, quell?affascinante opportunità concessa al popolo della telefonia mobile dai cellulari di nuovissima generazione, di catturare foto o filmati e spedirli a chi si vuole, vanno regolamentati prima che diventino un fenomeno di massa incontrollabile. Le immagini sono come i dati personali, devono essere trattate con riservatezza. Al Garante per la Privacy Stefano Rodotà erano già arrivate diverse segnalazioni sull?uso e abuso di questi nuovi modi di comunicazione, tanto che l?Autorità ha deciso di intervenire con un provvedimento. E? lecito l?«uso personale» degli mms, quando le immagini vengono inviate a parenti o amici, per motivi di svago o culturali per esempio. E? vietato assolutamente, senza il consenso dell?interessato, quando vengono spediti «in via sistematica ad una pluralità di destinatari». Il consenso per gli mms diventa insomma obbligatorio, così come lo è per il trattamento dei dati personali.
Il diritto di cronaca viene fatto salvo: i giornalisti non devono chiedere il consenso ma devono rispettare le norme di sempre, dalla tutela dei minori alla legge sul diritto d?autore alle norme che difendono la dignità e l?onorabilità delle persone, leggi che valgono anche per chi usa gli mms in modo «sistematico» e ad ampia diffusione. Un discorso analogo va fatto anche per Internet. I messaggini di foto o di filmati, infatti, possono essere scaricati sul Web, e da lì raggiungere chiunque. Le sanzioni vanno dalle multe più o meno salate alle denunce penali per i recidivi.
Quanto ai fornitori di servizi telefonici, sono obbligati a tutelare la libertà e la segretezza delle comunicazioni mentre i gestori di telefonia mobile che offrono la possibilità a chi non possiede un cellulare per mms di «leggere» questi messaggini su Internet, devono conservarli per il tempo necessario alla lettura e poi distruggerli.
«Ben venga un?Autorità che agisce in modo così tempestivo – commenta l?avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Rodotà ha fatto bene, noi abbiamo già ricevuto molte segnalazioni. Un esempio? Il caso di un barbiere che ha fotografato un uomo politico mentre faceva la tintura e ha poi diffuso l?immagine». Ma c?è un modo per evitare di sbagliare quando si usano gli mms non per scopo personale? «Non temete – consiglia l?avvocato Domenico Noris Bucchi -, basta tenere a portata di mano un modulo prestampato e farlo sottoscrivere alla persona fotografata o filmata». Semplice, no?

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