13 Marzo 2003

Sui rimborsi per le Rc auto torna il decreto salva compagnie

Sui rimborsi per le Rc auto torna il decreto salva compagnie


Il provvedimento passa a Montecitorio ma esclude il ricorso a formule abbreviate per i contenziosi




ROMA – Rischia di saltare l?accordo sulla Rc auto tra Ania (associazione delle compagnie) e consumatori sul pacchetto di misure dirette a calmierare i prezzi delle polizze, preparato con la mediazione del ministero delle Attività produttive. L?intesa, che avrebbe dovuto essere ratificata il 20 marzo, sarebbe stata vanificata, secondo i consumatori, dall?approvazione, ieri alla Camera, del decreto che modifica le competenze dei giudici di pace. Il decreto, che ora passa al Senato, è stato approvato dalla maggioranza in una versione, quella proposta dal governo, che i consumatori giudicano punitiva per l?utenza. In pratica sarebbe stata cassata la modifica approvata dalla commissione Giustizia della Camera che consentiva ai giudici di pace di continuare a decidere secondo equità (anziché secondo diritto) almeno le controversie che non coinvolgono un numero «indeterminato» di soggetti. Un testo che era parso a una parte delle associazioni dei consumatori (Coalizione e Altroconsumo) accettabile perché consentiva di applicare i giudizi di equità a contratti come quelli della luce o del gas. Ieri in aula il governo, rappresentato dal sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, ha accolto l?obiezione di Luciano Violante (Ds) secondo cui la formulazione della commissione Giustizia avrebbe generato dubbi e ricorsi alla Corte Costituzionale. Risultato: il decreto è tornato a escludere i giudizi di equità per tutti i contratti di massa. Una soluzione adeguata, secondo l?Ania, l?associazione delle compagnie. Di qui il voto contrario dell?opposizione. Unanime invece il consenso su un ordine del giorno che impegna il governo a introdurre la possibilità per le associazioni dei consumatori di avviare azioni collettive, e a attuare una politica di riduzione tariffaria. Ma per Coalizione e Altroconsumo si tratta di una contropartita troppo misera per sottoscrivere l?accordo con l?Ania (peraltro bocciato dall?Intesa dei consumatori). Per recuperare, al governo non resta che modificare il decreto al Senato e riportarlo alla Camera entro il 10 aprile. Prima che scada.

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