CANZONETTE
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fonte:
- Il Gazzettino
Pippo ha provato a rimescolare le carte cercando di soddisfare i più diversi interessi, ha inventato nuovi ruoli per le vallette e nuove presentazioni, ma alla fine il risultato d`insieme è quanto di più tradizionale e scontato possibile. Ha vinto una donna, come si conviene l`8 marzo. Come una volta ha vinto la favorita della vigilia (era poprio suo il nome provocatoriamente depositato in busta chiusa presso un notaio settimane fa. Ora ci sarà un esposto del Codacons) ed è stato restituito al vincitore morale dell`edizione precedente il premio che avrebbe meritato un anno prima con una canzone decisamente migliore dell`attuale. Alexia è una voce straordinaria, e l`interprete è stata premiata come si conviene. Il “podio“ segue i desideri della vigilia, con Alex Britti tornato dopo due anni di meditazioni a rimettere insieme le diverse carte della sua carriera, e la sorpresa Sergio Cammariere, interprete particolare, grande pianista, uomo di lunga gavetta, talmente timido ed emotivo da non riuscire mai a trovare la giusta misura delle cose da dire e da fare quand`è sotto i riflettori.
Musicalmente è stato un Festival straordinariamente debole rispetto alle attese. Con la Rai in caduta libera che si autocritica sul proprio sito ufficiale (il commento alla prima sera paragonava lo stile di Baudo alla comicità pecoreccia di Alvaro Vitali…) e Baudo che è lasciato solo da Comune e Azienda ad affrontare l`ultima conferenza stampa. Ma sono anni che la musica italiana, quella vera non passa più da qui. E alla fine si dev`essere stufato pure il pubblico di reagire a certi schemi se è vero che ai primi tre posti della classifica ci sono tre blues. Una melodia con interpretazione gospel per Alexia, una introduzione chitarristica alla John Lee Hooker e un ritmo R&B per Britti (sia pure somigliante a una canzone di D`Alessio, denuncia Vince Tempera), un tempo in 6/8 molto jazzato con un occhio al Brasile di Sergio Mendes per Cammariere. E anche fra i giovani alla fine, tra tanti progetti furbi, pseudo-Pausini, giginidalessio in sedicesimo, ha vinto DolceNera con un rock, sia pure costruito su un ritmo popolare pugliese.
Ma non è segno di un Festival che cambia. È solo segno che la confusione continua. È in crisi la discografia che piange il morto giustamente ma non riesce a usare come si conviene l`ultima manifestazione popolare disponibile, tant`è vero che tra tutti i progetti giovani di quest`anno l`unica proposta diversa è stata la Laquidara e a vincere è stata una cantante indipendente rifiutata da tutte le multinazionali. È in crisi la Rai che ha portato l`idea di Festival a saturazione subendo l`inevitabile calo di ascolti (ormai fisiologico e comunque inferiore alle scommesse della vigilia) e propina un dopofestival carico di raccomandati e inutili che il venerdì non riesce a interessare neanche quattro dei dieci spettatori ancora svegli davanti al televisore alle 2 di notte, è in crisi Sanremo con l`assessore Bissolotti che reagisce violentemente alle critiche sui prezzi e le condizioni degli alberghi, senza rendersi conto che il giocattolo si è rotto e che per le strade attorno all`Ariston non ci sono più le folle oceaniche di un tempo ma solo sparuti gruppi di irriducibili curiosi. È tempo di bilanci. Di questo Festival ci resteranno poche immagini: le lacrime copiose di Alexia (costretta poi dall`ora tarda a festeggiare velocemente la vittoria con il suo autore Alberto Salerno e pochi amici davanti a una bottiglia di spumante nella saletta da pranzo del suo albergo), gli occhi di Giuni Russo venuta a Sanremo a regalarsi un pubblico per un progetto importante, il bacio fra Baudo e la Littizzetto.
Un`ultima curiosità. Le giurie. Il risultato finale rispecchia in pieno i gusti della giuria popolare della sede Rai di Venezia. Invece a Sanremo i giudizi si sono divisi ma non troppo. Le giurie demoscopiche avrebbero preferito la canzone contro la pena di morte di Ruggeri e Mirò al terzo posto, ma i consensi pieni per Cammariere da parte della giuria specializzata sono stati determinanti. La giuria specializzata ha di fatto contribuito a dare maggior dignità in classifica anche a Giuni Russo e Nino D`Angelo, mentre è stata praticamente irrilevante nelle altre scelte. Va bene così. In fondo queste davvero sono solo canzonette. E di una manifestazione che non a caso quest`anno è stata sponsorizzata da una ditta di surgelati.
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