Carte di credito clonate al ristorante
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fonte:
- Corriere della Sera
Operazione della polizia. La Confcommercio: «Casi isolati, ma il fenomeno aumenta»
Clonavano carte di credito di turisti stranieri e le usavano per falsi acquisti in negozi compiacenti: il gestore di un ristorante dietro piazza Navona, un suo amico amante dell?abbronzatura e due commercianti sono stati denunciati. La truffa aveva fruttato alla banda circa 250 mila euro. Una goccia nel mare se si pensa che in Italia il giro d?affari illegale è di oltre 200 milioni l?anno. Per Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma, «questa è una truffa che danneggia solo i commercianti onesti, ma è destinata a allargarsi». Per arginare questi fenomeni «che non hanno niente a che vedere con gli onesti lavoratori, servono sistemi di sicurezza più efficienti – aggiunge – integrati con le assicurazioni perchè carte di credito e bancomat sono sempre più diffusi. Prima si falsificavano i soldi, adesso le tessere magnetiche». Ma Carlo Rienzi del Codacons invita «a essere sempre presenti quando viene passata la carta di credito o il bancomat» e a «controllare ogni mese l?estratto conto: è una piccola forma di schiavitù alla quale siamo costretti, ma è anche l?unico modo infallibile per evitare di essere truffati». Chi purtroppo si vede recapitare nell?estratto conto acquisti mai fatti «può chiedere il risarcimento sia all?esercizio commerciale coinvolto, sia al gestore della carta, che ha l?obbligo di verificare le spese effettuate».
I denunciati venivano in possesso delle carte di credito nel ristorante del centro storico: il titolare, 42 anni, passava le tessere in una macchinetta che copiava i numeri di serie. Poi diceva ai turisti che non era possibile effettuare il pagamento per via telematica e si faceva saldare in contanti. A quel punto entrava in azione un suo amico, 38 anni, che utilizzava le carte clonate per fare falsi acquisti in una cartoleria e in un negozio di abbigliamento. Poi intascava la metà della somma pagata ai proprietari di questi negozi. La sua passione per l?abbronzatura artificiale ha, però, finito per tradire il trentottenne quando ha usato una tessera copiata anche per pagare un conto da 2 mila euro accumulato in pochi mesi in un centro estetico.
Le indagini sono cominciate un anno fa quando gli agenti del commissariato Trevi, guidati da Antonio Del Greco, hanno ricevuto le denunce di giapponesi, statunitensi e australiani. I turisti avevano contestato ai loro istituti che emettono carte di credito alcune voci degli estratti conto che addebitavano spese ed acquisti mai fatti.
Dalle indagini è emerso che i turisti avevano pranzato o cenato tutti in un localino nei pressi di piazza Navona. Sono così scattate le intercettazioni telefoniche e ambientali. E il cerchio si è chiuso: nelle perquisizioni la polizia non ha ritrovato carte di credito clonate, ma gli accertamenti proseguono per verificare la posizione di decine di commercianti che hanno avuto rapporti con i denunciati.
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