7 Marzo 2003

Rc auto, verso riduzioni ai neopatentati

Nuovi contatti tra governo, associazioni dei consumatori e compagnie. Possibile una revisione del decreto frena-ricorsi

Rc auto, verso riduzioni ai neopatentati

Marzano: ingiusto far pagare di più la seconda vettura, servono correzioni


ROMA – L?assicurazione auto non sarà più punitiva per i neo-patentati. Il governo, finalmente, riconosce che è ingiusto colpire con una tariffa d?ingresso più alta chi ha appena conseguito l?abilitazione alla guida e si dice pronto a correre ai ripari. Nel giorno che vede l?incontro tra l?esecutivo e le associazioni dei consumatori, il ministro delle Attività produttive lancia una proposta che certamente fa piacere ai difensori degli utenti. Perché – si chiede Marzano – il neo-patentato deve partire dalla classe maggiore di rischio? Prima va messo alla prova: «Se sarà poco rischioso meriterà una tariffa bassa, altrimenti la tariffa si adeguerà, ma non bisogna presumere che è rischioso senza sapere come si comporterà». Il ministro invita a riflettere anche su un?altra distorsione, il premio più pesante per chi assicura una seconda vettura rispetto alla prima. Qui – fa capire – le correzioni sono necessarie e possibili: «Penso che ci saranno risultati significativi».
In effetti, il barometro dei rapporti governo-consumatori non segna più tempesta. Sulla questione veramente spinosa, quella dei ricorsi contro le compagnie condannate dall?Antitrust per distorsione della concorrenza, si profila una mediazione, che renderebbe necessario modificare il decreto frena-cause in discussione alla Camera. Il giudizio “secondo equità“ davanti al giudice di pace, che snellisce notevolmente la vertenza, verrebbe bloccato nei ricorsi individuali in materia di Rc auto e sostituito dalla proceduta “di diritto“, più complessa e costosa. Però ci sarebbe l?alternativa di intraprendere una causa collettiva (class action), con il grosso vantaggio di condividere le spese, se una compagnia ha danneggiato non solo un singolo ma una pluralità di automobilisti. Questi sarebbero rappresentati dalle associazioni dei consumatori, che così vedrebbero potenziato il loro ruolo. Dell?importante novità si è parlato nel primo giro di consultazioni tra Marzano, il sottosegretario Valducci e i difensori degli utenti. Certo, la spaccatura tra le associazioni (all?Intesa si oppongono la Coalizione e Altroconsumo), ricevute separatamente, non facilita l?accordo finale.
Si cercherà di tirare le fila del negoziato alla fine della prossima settimana, con una riunione tra governo, delegazioni degli utenti, Isvap e Ania, che rappresenta le compagnie. Con queste ultime, secondo l?Intesa, «si stanno facendo notevoli passi avanti», tanto che l?esecutivo non esclude di recepire un eventuale accordo tra le parti interessate, cambiando il decreto o trasformandolo in disegno di legge. Ma in serata l?Ania gela ogni ottimismo eccessivo, avvertendo che «nessuna trattativa è in corso sui rimborsi» e che il varo del decreto è «condizione essenziale» per proseguire i colloqui. Intanto il testo riceve il via libera dalla commissione Giustizia della Camera, con una modifica di tutto rispetto: il giudizio secondo diritto scatterà soltanto nelle cause individuali avviate dopo l?entrata in vigore della norma, mentre per i casi pregressi si continuerà a procedere secondo equità. Resta, tuttavia, un?incognita pesantissima, ossia l?enorme numero (circa 34.000) di ricorsi presentati contro le imprese assicuratrici, che rischiano di perdere una decina di miliardi di euro. Ovviamente carichi di questo tipo farebbero saltare il sistema: un problema in più per il governo.

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