Il rincaro tariffe costa 2.000 euro a famiglia
L?Intesa chiede un bonus fiscale sulla benzina
Roma. Una stangata da 2.000 euro in soli 14 mesi: tanto hanno pesato gli aumenti tariffari, dal primo gennaio 2002 ad oggi, sui bilanci delle famiglie. È quanto sostiene l?Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Consumatori) che chiede al governo di tamponare la situazione, sia per contenere l?inflazione che per difendere i redditi di lavoratori e pensionati, con un bonus sulla benzina (di 0,075 euro al litro). Le associazioni dei consumatori hanno fatto i conti nelle tasche degli italiani: gli aumenti dei soli primi due mesi del 2003 peserebbero mediamente sui bilanci familiari per 494 euro, già quasi un terzo dei rincari calcolati dagli stessi consumatori per il 2002 (1.505 euro) primo anno di vita dell?euro. In 14 mesi stipendi e pensioni sarebbero dunque stati falcidiati mediamente per 2.000 euro, quasi 4 milioni delle vecchie lire.
In testa alla classifica degli aumenti ci sono le spese per autostrade e trasporti (in 60 giorni, soprattutto a causa dell?aumento della benzina, l?aumento medio sarebbe di 178 euro); anche i beni alimentari fanno registrare, secondo i calcoli dell?Intesa dei Consumatori, un » 92 euro. Ma le associazioni puntano l?indice anche contro le tariffe Rc Auto: «Nonostante le rassicurazioni del ministro sono aumentate in media di 85 euro», denunciano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Sempre nel periodo gennaio-frebbraio 2003 le associazioni hanno calcolato gli aumenti per luce e gas (26 euro), per rifiuti urbani e servizi idrici (39 euro), per tariffe postali e bancarie (50 euro), per i ticket delle medicine dopo il riordino del prontuario (24 euro).
L?Intesa dei consumatori , inoltre, chiede di defiscalizzare i prezzi dei carburanti con un bonus pari a 0,075 euro per litro di carburante, portando l?aliquota del gas al 10% ».
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