Allarme tariffe, in aumento luce e gas
Allarme tariffe, in aumento luce e gas
Protestano i consumatori. Ranci si difende: è tutta colpa del petrolio
M ilano . Dopo i continui rincari della benzina, il cui prezzo medio è salito ai massimi degli ultimi due anni, sono in arrivo altre cattive notizie per le famiglie italiane. Si avvicinano infatti gli aumenti per luce e gas. Entro fine marzo l?Autorità per l?energia ritoccherà le tariffe che saranno in vigore dall?inizio del mese successivo. Non si tratterà di un pesce d?aprile, ma dell?effetto del rincaro del prezzo del greggio. È stato il presidente dell?Autorità per l?Energia, Pippo Ranci, ad annunciarlo a margine di un?audizione alla Camera . «Tutti vediamo i prezzi del petrolio. Certamente si va verso una stagione di aumenti». Ranci ha però assicurato che «non ci sarà un?impennata» delle tariffe grazie al nuovo metodo di indicizzazione che fa ripartire nel tempo, sei mesi per la luce, nove per il gas, l?effetto del caro petrolio. Dopo gli aumenti già scattati dal primo gennaio, più 2,5 per cento per l?elettricità e più 2,2 per cento per il gas, sarebbe il secondo salasso in pochi mesi per le tasche delle famiglie. Ranci non ha aggiunto alcun dettaglio sulla portata dei rincari. Lo ha fatto invece l?istituto Rie – R icerche industriali energetiche – che ha diramato le sue prime stime. In base ad esse, l?aumento delle tariffe elettriche dovrebbe aggirarsi intorno al 4 per cento , mentre per il gas il rincaro dovrebbe essere dell?1,8 per cento circa. In altre parole, per una « famiglia tipo » con un consumo di 225 chilowattora mensile e di 1400 metri cubi annui, le bollette dovrebbero essere più pesanti rispettivamente di 9 e 11 euro. Il profilarsi dei nuovi rincari ha messo in agitazione l?Intesa dei consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno chiesto al Governo di approvare un bonus di 0,075 euro per litro di benzina.
Quello della defiscalizzazione è un provvedimento già richiesto anche dalla Confcommercio, preoccupata per i riflessi negativi sui consumi.
L?Intesa ha puntato il dito anche contro il numero dell?Autorità, Pippo Ranci .
«Piuttosto che aggiornare le tariffe con atti puramente notarili – hanno detto i responsabili delle associazioni – , dovrebbe appoggiare le nostre proposte per calmierare il carovita e difendere i redditi già duramente provati dei consumatori». E sulle tariffe elettriche, pesa anche l?onere derivante dal decreto legge sugli «stranded cost», che abolisce con effetto retroattivo la rendita idroelettrica delle imprese.
Secondo Pippo Ranci, nel 2003 l?onere per i consumatori potrebbe arrivare fino a un massimo di 1,550 miliardi di euro. Ma nel periodo 2004-2006, ci saranno risparmi oscillanti tra 1,41 e 2,44 miliardi. Più prudente l?Intesa dei consumatori, che ha chiesto al g overno di chiarire le cifre effettivamente in gioco.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
