26 Febbraio 2003

La Corte europea boccia il blocco delle Rc-auto




ROMA. La Corte europea dà torto al governo che aveva bloccato le tariffe Rc Auto, ma la stessa Corte potrebbe essere investita dal ricorso contro un decreto troppo favorevole alle compagnie. La battaglia sugli aumenti delle polizze auto si sposta dall?Italia al Lussemburgo.
Bocciata dalla Corte di giustizia della Ue la norma italiana che nel marzo del 2000 (centrosinistra al governo) aveva bloccato le tariffe Rc Auto, una normativa non più in vigore. Nonostante le tariffe avessero poi ripreso il loro corso la Commissione europea aveva insistito nel giudizio davanti alla Corte di Lussemburgo perché si riteneva violata la direttiva comunitaria del 1992 su libertà tariffaria e regime di scambio delle informazioni. Ieri la sentenza è stata pubblicata.
La spiegazione della decisione sta nel contenuto della direttiva del 1992, direttiva che, dice la Corte, «intende garantire il principio della libertà tariffaria nel settore della Rc Auto, il che implica il divieto di ogni sistema di notifica e di approvazione di tariffe. A meno che, spiega ancora la sentenza, «non faccia parte di un sistema generale di controllo dei prezzi».
Insomma, nel marzo del 2000 il governo italiano avrebbe anche potuto bloccare le tariffe Rc Auto, ma l?iniziativa avrebbe dovuto essere collegata a un disegno più ampio di controllo dei prezzi. Questo collegamento – fa notare la Corte di Lussemburgo – non c?è stato.
Ma la Corte indica anche un obbligo per le compagnie italiane: comunicare i dati sui sinistri per «combattere le pratiche fraudolente».
Cantano vittoria le compagnie che, addirittura, si riservano di chiedere i danni, possibilità indicata dallo stesso Jonathan Todd, portavoce del Commissario europeo al mercato interno, Frederic Bolkestein. «Non abbiamo niente in contrario a comunicare i dati sui sinistri – dice Fabio Cerchiai, presidente Ania – si dimostrerà quello che abbiamo sempre detto: che il nemico sono i costi di riparazione».
Giudizio positivo viene dal ministro Antonio Marzano, Attività produttive, che vede nella sentenza una conferma della linea dell?esecutivo di centrodestra. «È confermata dice Marzano – la nostra opposizione a misure dirigiste e contrarie ai principi di libero mercato, dimostra indirettamente che la strada intrapresa con gli interventi messi in atto con la recente legge sulla Rc auto è quella giusta».
I consumatori hanno altri obiettivi: eliminare il «Decreto salvacompagnie» che impone ricorsi in tribunale invece che davanti al giudice di pace (che era procedura a costi contenuti e più rapida). «Si mette una pietra tombale sui diritti dei cittadini in contrasto con l?articolo 6 della Convenzione dei diritti dell?Uomo, per questo – annuncia Intesa consumatori – denunceremo il governo italiano alla Corte europea».

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