I consumatori vincono al Tar la «battaglia del latte fresco»
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fonte:
- Corriere della Sera
«Può essere definito così il prodotto che non ha una scadenza superiore ai 4 giorni»
ROMA – E? una guerra di carte, circolari, decreti e sentenze. E? la guerra del latte. Tra consumatori e produttori. Ma anche tra produttori concorrenti, Parmalat da una parte e Granarolo dall?altra. Ognuno canta vittoria dopo due sentenze del Tar del Lazio. E la verità, come al solito, si trova nel mezzo. Cerchiamo di capire. Il nodo del contendere è il latte microfiltrato. Ovvero: quel latte che grazie a un particolare trattamento può essere definito «fresco» con il vantaggio che non scade dopo due giorni, bensì dopo una settimana. Come dire? Un latte adeguato alla frenesia dei tempi moderni.
Un latte che, però, non piace agli ambientalisti, non convince le associazioni di consumatori e, naturalmente, infastidisce i produttori di latte fresco. Da qui i ricorsi presentati al Tribunale amministrativo del Lazio alcuni mesi fa e arrivati a sentenza proprio in questi giorni. La prima richiesta: di mettere fuori legge il trattamento di microfiltratura. Ma anche: di proibire di scrivere sulle etichette «latte fresco microfiltrato». E infine: di definire latte fresco quel latte d?importazione comunitaria che ha una scadenza superiore ai quattro giorni. E? quest?ultima richiesta che il 21 febbraio è stata accolta dal Tar del Lazio. Una sentenza che annulla una circolare del ministero delle Attività produttive, emanata nell?agosto del 2001.
E? bastata questa a far cantare vittoria ai ricorrenti. Che subito hanno esultato: «Ora dovranno essere ritirate dagli scaffali le confezioni di latte microfiltrato venduto come fresco». Ma dalla Parmalat è Claudio Ansalone, capo dell?ufficio legislativo, che getta acqua sul fuoco, sostenendo: «In verità non è cambiato nulla, visto che il Tar ha confermato la validità dei due decreti emanati dal ministero delle Politiche agricole che autorizzavano il processo di microfiltratura, ma davano anche la possibilità di definirlo fresco sulle etichette».
A conferma della tesi della Parmalat arriva un comunicato dal ministero di Gianni Alemanno è vero, il Tar ha confermato tutti e due i decreti emanati dal suo dicastero, rispettivamente, il 17 giugno e il 27 giugno del 2002. Ma su questi due decreti non è arrivato nessun commento da parte dei ricorrenti, ovvero Unila, Alpilat, Codacons, Adusbef, Federconsumatori.
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