25 Febbraio 2003

Il Tar boccia il latte microfiltrato venduto per fresco






Roma. Il Tar del Lazio ha dato ragione ai consumatori sulla questione dell?etichettatura del latte microfiltrato annullando in parte la circolare, emessa il 2 agosto 2001 dal ministero delle Attività produttive, che consentiva di etichettare come latte fresco prodotti di importazione comunitaria aventi un termine di scadenza superiore ai 4 giorni. Il ricorso era stato presentato dall?Unione nazionale produttori di latte bovino, dall?Alpilat e da alcune associazioni consumatori (Codacons, Adusbef e Federconsumatori) che, ispirandosi alla legge 169/89 che stabilisce la freschezza del latte, avevano chiesto l?annullamento della circolare nel punto in cui si parla della data di scadenza e del termine minimo di conservazione del prodotto. I giudici amministrativi della III sezione, ricordando le caratteristiche del latte fresco pastorizzato in base alla legge 169/1989, sostengono nella sentenza «la soggezione d?ogni produttore, italiano o straniero, al regime della 169/1989 qualora egli voglia produrre e commercializzare in Italia un latte pastorizzato con la denominazione di “ fresc o“ ».
Soddisfazione è espressa dal Codacons che, insieme alle altre associazioni, annunciano il ricorso alla Procura della Repubblica di Torino e delle altre Procure «affinchè sulla base della sentenza vengano sequestrate dagli scaffali le confezioni di latte microfiltrato, venduto come fresco».
Tra i produttori, Confagricoltura prende atto con soddisfazione della sentenza della giustizia amministrativa che, dice, «rappresenta un incoraggiamento a proseguire sulla strada della valorizzazione della qualità e dell?autenticità dei prodotti e della corretta informazione del consumatore . Ciò non significa », specifica l?organizzazione agricola , « che la produzione e la commercializzazione di un prodotto innovativo come quello microfiltrato debba essere impedita. Semplicemente devono essere fatte le dovute distinzioni».
Sul fronte opposto, Eurolat insiste nel difendere il latte microfiltrato che «ha tutte le caratteristiche del latte fresco pastorizzato in commercio come ha già da tempo dichiarato la commissione interministeriale di scienziati ed esperti nominati dai ministeri della Salute e delle Politiche agricole». E anche il processo di microfiltrazione, sostiene la società, «è autorizzato in quanto perfettamente compatibile con la legge sul latte fresco ed è un metodo fisico semplice e naturale che elimina il 99,9% della flora microbica originaria, causa del veloce deterioramento del latte organolettiche per un periodo di tempo più lungo». Una posizione che trova sponda in Parmalat secondo cui «il latte microfiltrato fresco non è affatto fuori legge ma è pienamente legittimo».

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