INFLAZIONE: CONSUMATORI, DUBBI SU CALO SPESA PER FARMACI
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fonte:
- Ansa
Non si arresta la polemica sul prezzo dei farmaci nel calcolo dell`inflazione. Nel giorno in cui le citta` campione hanno reso noto il dato di febbraio, che mostra un calo del carovita dal 2,8% al 2,7%, l`Intesa dei consumatori, che tre giorni fa ha costretto l`Istat ad ammettere l`errore nelle rilevazioni di gennaio, torna a chiedere controlli minuziosi sui calcoli delle spese sanitarie. La diminuzione dei prezzi dei farmaci, affermano i consumatori, sarebbe infatti solo presunta. Molti dei farmaci passati nella fascia a pagamento, e quindi a carico dei cittadini, affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, “hanno infatti anche subito pesanti aumenti di prezzo, dal 10 al 100%, con picchi addirittura del 200%“. In piu`, continua l`Intesa, la riforma sanitaria sembra aver avuto effetti positivi solo sull`indice italiano e non su quello europeo. La differenza, continua l`Intesa, e` dovuta alla diversita` di calcolo per le spese sanitarie tra indice nazionale e indice armonizzato. Nel primo conta infatti il prezzo del farmaco segnato sulla scatola, mentre nel secondo conta il costo reale affrontato dal cittadino pagando il ticket. “Se il prezzo del farmaco passa da 10 euro a 9, ma il prodotto viene spostato dalla fascia A (ticket) a quella C del prontuario (prezzo a totale carico del cliente), – afferma l`Intesa – per l`Istat-Italia c`e` uno sconto di 1 euro – da 10 euro a 9, pari a -10% – mentre per l`Istat-Europa c`e` un rialzo da 3 euro (vecchio ticket) a 9, pari a piu` 200%“. Secondo i calcoli dell`Intesa, la riforma sanitaria dei farmaci e dei loro prezzi, comporta in realta` un aumento di spesa per le famiglie italiane del 10,74%, che “verra` pero` rilevato, a febbraio, solo dal paniere-Europa e non da quello delle citta` campione, calmierato a regola d`arte“.
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