La Coldiretti vuole più rigore: «Un litro su tre è straniero»
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fonte:
- La Stampa
Quote latte, la riforma primo obiettivo
La Coldiretti vuole più rigore: «Un litro su tre è straniero»
Diecimila trattori in corteo sulle strade della Lombardia per protestare contro l`inerzia del governo nell`applicare le multe ai produttori e ai trasformatori del latte fuori quota. La manifestazione, in programma martedì, con la mobilitazione di Confagricoltura contro la sanatoria e per una trasparenza del settore, è l`ultimo atto di una vertenza – quella delle quote latte – che il commissario europeo per l`agricoltura Franz Fischler ha paragonato ad «una guerra santa», ribadendo che l`Italia non fa una buona mossa a dichiararla. Un´affermazione respinta dal ministro per le politiche agricole, Giovanni Alemanno, in un incontro con il commissario: «Queste dichiarazioni si basano su un equivoco. Nostra intenzione è ottenere le autorizzazioni preventive europee su ogni provvedimento riguardante il latte. All`attenzione di Fischler verrà portato solo il tema della riforma per il futuro del regime delle quote in Italia senza porre problemi rispetto al passato. Non vogliamo fare un condono e imporlo sul tavolo europeo dell`agricoltura, ma puntiamo ad attuare la riforma per un futuro regime delle quote latte in Italia. Il tema del condono lo tratteremo in consiglio economia e finanza con l`Unione europea». Il negoziato italiano prevede due disegni di legge in materia: la riforma del settore e un condono parziale sulle multe del passato non pagate dai produttori. Il condono secondo Alemanno va visto in termini di interventi di aiuto di stato nel versante fiscale per mettere in regola una situazione di contenzioso tra contribuenti e varie amministrazioni. Il ministro sottolinea poi la posizione italiana di rifiuto ad una proroga del sistema che pretende di tenere il nostro Paese incollato ad una quota insufficiente pari al 56 per cento del suo fabbisogno. Così è pronta la richiesta di un aumento dell`attuale quota nazionale. Sulla questione latte con la manifestazione di martedì Confagricoltura chiede che venga ristabilita l`osservanza delle regole, perché l`eccesso di latte in nero (oltre il 10%), venduto nelle industrie, concorre a farne abbassare il prezzo (oltre il 15%) in un momento in cui i costi degli allevatori crescono. Sono tre le richieste: un decreto immediato sul latte che normalizzi il sistema delle quote, la lotta ai produttori in nero e il ritiro della qualifica di primo acquirente a coloro che non rispettano le disposizioni comunitarie e nazionali vigenti: «Il governo – dice Confagricoltura – ha poco tempo per fare ordine nel settore. La scadenza è fine marzo. Il primo aprile comincia la nuova campagna del latte». Intanto la Coldiretti lancia un allarme: una busta di latte alimentare su tre è confezionata in Italia, ma contiene prodotto importato dall`estero. Ai consumatori, però, non è dato a sapere perché l`etichetta non lo dice. In Italia – secondo le stime della Coldiretti – sono stati importati 1,6 miliardi di litri di latte destinati con il confezionamento e la trasformazione industriale a divenire miracolosamente prodotti italiani, soprattutto latte ad uso alimentare ma anche formaggi e yogurth. Sulle confezioni viene indicato solo lo stabilimento dove viene effettuato il confezionamento o la trasformazione. Una situazione paradossale – precisa l´organizzazione agricola – resa ancora più grave dalla incomprensibile mancata operatività del decreto del giugno 2002 sull`etichettatura del latte fresco. Paolo Bedoni, presidente Coldiretti, sottolinea che dopo l`etichettatura di origine per carne bovina e l`ortofrutta deve essere adottato lo stesso sistema anche per il latte utilizzato in tutti i prodotti lattiero-caseari. «Solo così – dice – il consumatore non verrà ingannato, non si potrà più sfruttare l`immagine delle zone tradizionali di allevamento e si tuteleranno gli imprenditori agricoli nazionali». Dopo la denuncia della Coldiretti il Codacons ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di alcune città italiane chiedendo se sia ravvisabile il reato di frode in commercio. Da segnalare, infine, il progetto di Unalat per un disciplinare a garanzia della tracciabilità del latte. Obiettivo è assicurare criteri di sicurezza e trasparenza con la certificazione dei vari passaggi.
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