21 Febbraio 2003

Blitz di Montecatini: Pantani e Frigo verso il rinvio a giudizio




FIRENZE Il pm Luigi Bocciolini ha chiuso il filone principale delle indagini sul doping nel mondo del ciclismo scattate la sera del 6 giugno 2001 col clamoroso blitz negli alberghi di Montecatini Terme, dove era sistemata la carovana dell`84° Giro d`Italia e dove i carabinieri dei Nas di Firenze sequestrarono un vasto campionario di sostanze dopanti.
La rosa degli indagati si è ridotta da un centinaio a 51 persone, fra ciclisti, direttori sportivi, tecnici e preparatori atletici delle varie squadre che partecipavano al Giro e per cui nelle prossime settimane il pm Bocciolini dovrebbe chiedere il rinvio a giudizio.
Ai corridori indagati, dopo il sequestro di alcune sostanze a Montecatini e il blitz a Sanremo, la procura contesta i reati di aver assunto o essersi procurato sostanze che la legislazione sportiva considera dopanti e quello di frode sportiva, aggravata dal fatto che al Giro erano associate regolari scommesse tramite enti riconosciuti dallo Stato. A direttori sportivi, tecnici e preparatori atletici, in tutto una decina, oltre al concorso in questi due reati Bocciolini contesta anche l`esercizio abusivo della professione di farmacista e il reato di «somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica» (articolo 445 del codice penale). In pratica, secondo la procura, la somministrazione sarebbe avvenuta in assenza di reali patologie e di qualsiasi controllo medico, e quindi in modo pericoloso per la salute dei ciclisti.
Le sostanze sequestrate dai Nas a Montecatini e al centro dell`inchiesta coprono l`intero arco del doping sportivo: caffeina, insulina, Gh, testosterone, corticosteroidi, anabolizzanti, anestetici.
Nell`elenco degli indagati sono rimasti, fra gli altri, alcuni dei principali atleti impegnati nel Giro, fra cui Dario Frigo, Marco Pantani, che nel luglio scorso comunque era stato assolto dalla giustizia sportiva in appello per una vicenda analoga collegata al blitz dei Nas. Tra i 44 corridori sotto inchiesta, anche i bergamaschi Ermanno Brignoli, Renzo Mazzoleni, Matteo Carrara e il ds Gianluigi Stanga.
Ventotto complessivamente le parti lese, che all`eventuale processo potrebbero costituirsi parte civile nel giudizio. Oltre al ministero dell`Economia e delle finanze, ci sono il Coni, la Federazione ciclistica italiana, quella internazionale e i responsabili delle varie squadre che partecipavano al Giro e a cui appartenevano i ciclisti indagati. E, ancora, la Snai (scommesse sportive), la Rcs (per l`organizzazione della manifestazione), la Rai e, per i consumatori, il Codacons.

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