Ciclismo e doping, 51 indagati
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fonte:
- Alto Adige
E con Pantani e Frigo c`è anche Mariano Piccoli
FIRENZE. Il pm Luigi Bocciolini ha chiuso il filone principale delle indagini sul doping nel mondo del ciclismo scattate la sera del 6 giugno 2001 col clamoroso blitz negli alberghi di Montecatini Terme, dove era sistemata la carovana dell` 84º Giro d` Italia e dove i carabinieri dei Nas di Firenze sequestrarono un vasto campionario di sostanze dopanti. La rosa degli indagati si è ridotta da un centinaio a 51 persone, fra ciclisti, direttori sportivi, tecnici e preparatori atletici delle varie squadre che partecipavano al Giro e per cui nelle prossime settimane il pm Bocciolini dovrebbe chiedere il rinvio a giudizio.
Nell`elenco degli indagati sono rimasti, fra gli altri, alcuni dei principali atleti impegnati a quell`edizione del Giro, fra cui Dario Frigo e Marco Pantani, che nel luglio scorso comunque era stato assolto dalla giustizia sportiva in appello per una vicenda analoga collegata al blitz dei Nas. Tra i 51 nomi raggiunti dall`avviso di conclusione delle indagini preliminari, ci sarebbero – oltre a Pantani, il suo ex massaggiatore Pregnolato e Frigo – molti spagnoli (tra i quali Arrieta, De Galdeano, Odriozola), l`olandese Blijlevens, il ceco Pavel Padrnos, il messicano Perez Cuapio, un direttore sportivo del peso di Gianluigi Stanga e corridori come Giuseppe Di Grande, Alberto Elli, Giuliano Figueras, Giovanni Lombardi, Renzo Mazzoleni, Andrea Peron, Maximilian Sciandri, Stefano Zanini, ed il trentino Mariano Piccoli.
In seguito alla vicenda, Mariano Piccoli era stato deferito alla Disciplinare della Federciclimo per possesso di alcune pasticche di caffeina e ammissione d`uso a scopo analgesico. Un`accusa dalla quale il corridore di Pianizza di Villazzano era stato assolto, dalla Commissione presideuta da Raffaele Gallus, nell`aprile dello scorso anno.
Ai corridori indagati, dopo il sequestro di alcune sostanze a Montecatini e il blitz a Sanremo, la procura contesta i reati di aver assunto o essersi procurati sostanze che la legislazione sportiva considera dopanti e quello di frode sportiva, aggravata dal fatto che al Giro erano associate regolari scommesse sportive. A ds, tecnici e preparatori atletici (una decina), oltre al concorso in questi due reati Bocciolini contesta anche l`esercizio abusivo della professione di farmacista e il reato di «somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica».
Le sostanze sequestrate dai Nas a Montecatini e al centro dell`inchiesta coprono l`intero arco del doping sportivo: caffeina, insulina, Gh, testosterone, corticosteroidi, anabolizzanti, anestetici. Ventotto complessivamente le parti lese, che all` eventuale processo potrebbero costituirsi in giudizio. Oltre al Ministero dell`economia e delle finanze, ci sono il Coni, la Federazione ciclistica italiana, quella internazionale e i responsabili delle varie squadre che partecipavano al Giro alle quali appartenevano i ciclisti indagati. E, ancora, la Snai (scommesse sportive), la Rcs, società che organizza il Giro, la Rai e, per i consumatori, il Codacons.
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