Denuncia dei consumatori contro l?Istat
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fonte:
- Messaggero Veneto
Denuncia dei consumatori contro l?Istat
ROMA. Istat nell?occhio del ciclone dopo l?ammissione dell?errore sul calcolo dell?inflazione: 2,8 invece di 2,7, come era stato in un primo tempo calcolato. Il presidente Luigi Biggeri minimizza: «Quello che si è verificato è un errore tecnico di una certa gravità. Ma si tratta di un errore dello 0,1 per cento, uno scalino che comunque verrà registrato a febbraio». E che l?errore sull?inflazione di gennaio sia dovuto ad un calcolo umano che non mette in discussione la bontà delle rilevazioni generali che vengono fatte ogni mese è, a parer suo, del tutto evidente. «E? impossibile manipolare dati statistici perché derivano da un processo nel quale sono coinvolti decine di ricercatori» spiega il presidente, ma aggiunge che l?errore in questione relativo alla decorrenza di un decreto che blocca la spesa sanitaria, è tutta responsabilità di un ricercatore di 50 anni nei confronti del quale «si possono studiare sanzioni».
Insomma, il sistema è collegiale, ma la colpa dell?errore è di uno solo. E proprio per questo, «non c?è nessun motivo di ricambio ai vertici dell?Istat visto che la procedura dei rilevamenti funziona» e quello avvenuto «è stato un errore umano a livello tecnico». E allora si chiede il presidente «che cosa facciamo? Mandiamo via questo rilevatore perché ha fatto un errore tecnico e mandiamo via tutti quelli che gli stanno sopra?». Biggeri, quindi, insiste nella difesa del sistema di rilevazione, consapevole che è proprio quest?ultimo a essere messo sotto accusa in modo esplicito dalle associazioni dei consumatori e da alcuni enti statistici che, come l?Eurispes, avrebbero rilevato un aumento del 29 per cento nei generi alimentari contro il 3,6 sondato dall?Istat nello stesso periodo.
L?Intesa, l?associazione delle federazioni dei consumatori, si è rivolta alla magistratura con un esposto alla Procura della Repubblica in cui si ipotizzano i reati di abuso d?atti di ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici e turbativa di mercato. I consumatori chiedono di poter vedere come vengono fatte le rilevazioni. Ma l?Istat avrebbe rifiutato e le associazioni, a questo punto, hanno chiesto il sequestro cautelare «di tutti i files relativi al dato sull?indice dei prezzi al consumo di gennaio 2003 e deglui altri 12 mesi del 2002».
L?opposizione comincia a non vederci chiaro. Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil, si aspetta «che qualche tribunale della Repubblica faccia chiarezza su quanto è avvenuto: se ci sia stata solo una dimenticanza o se c?è un interesse politico a tenere l?inflazione reale artificialmente più bassa». Effettivamente si tratta «di un errore da matita blu» commenta il presidente della Confcommercio Sergio Billè. Anche il ministro delle attività produttive Antonio Marzano trova l?errore Istat «gravissimo» ma esclude qualsiasi dimissioni. E intanto si chiedono maggiori garanzie. Paolo Landi dell?Adiconsum, fa sapere che le telefonate ai Comuni per le rilevazioni dei prezzi non sono attendibili «e che in epoca telematica, si deve procedere con le rilevazioni dirette sui codici a barre». Ciò per lasciare il problema ai livelli tecnici.
Intanto l?ufficio centrale fa sapere che Venezia è stata la città con maggiori rincari, seguita da Napoli e Roma.
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