20 Febbraio 2003

Frutta «Ue», guerra di cifre

Frutta «Ue», guerra di cifre
Il caso.

Per il Codacons in regola il 10% del mercato, per il Comune il 90%




Da un lato le Associazioni dei consumatori: Codacons, Adoc, Federconsumatori e Adusbef, dall`altra il Comune di Catania. Mentre secondo un`indagine effettuate, dalle prime, nelle principali città siciliane, solo il 10% dei venditori di frutta e verdura esibisce l`etichetta voluta dall`Unione europea che certifica l`origine della merce, il secondo, in particolare l`assessore comunale al Commercio, Sandro Gaglio, parla di un`improbabile 90% corrispondente alla percentuale di commercianti catanesi già in regola con il decreto Ue.
La macroscopica guerra di cifre deriverebbe – come si legge in un comunicato stampa del Comune – da «primissimi controlli» effettuati tra i commercianti catanesi «in particolare di quelli dei mercati all`aperto».
Secondo le Associazioni di consumatori, invece, ci sarebbero «diverse cause secondo cui risulta difficile accertare la veridicità delle informazioni fornite dall`etichetta, visto che il dettagliante dovrebbe conservare una corposa documentazione relativa a tutti i prodotti e poi mostrarla su richiesta». «Le associazioni dei consumatori – ha affermato Francesco Tanasi, vicepresidente nazionale del Codacons – comprendendo la difficoltà iniziale nell`applicare la carta d`identità ai prodotti, invitano i commercianti siciliani ad adeguarsi entro 10 giorni alla nuova normativa. In caso di mancato rispetto delle nuove regole, dopo i 10 giorni, chiederemo – ha annunciato Tanasi – l`intervento dei carabinieri del Nas che potrebbe portare al sequestro dei prodotti in vendita nei mercati. Proprio l`assessore Gaglio aveva annunciato la concessione di una settimana di tempo per permettere ai commercianti di adeguarsi. Le multe sarebbero scattate da lunedì 24 e fino a quel momento i vigili dell`Annona avrebbero più che altro informato i commercianti sulle nuove regole. A questo punto, visto che il 90% dei commercianti catanesi è «perfettamente in regola come riscontrato», non si capisce perché indugiare nell`applicazione del provvedimento.

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