Meno tasse per chi non…
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fonte:
- Il Messaggero
L`incontro di ieri in Consulta è servito comunque a rasserenare gli animi di commercianti e consumatori, riscaldati nell`ultima occasione dalle opposte considerazioni sugli aumenti-shock pubblicati dall`Eurispes. Per una parte del commercio, «non ci sarebbe motivo di allungare l`accordo “prezzo contenuto“ visto che i prezzi (dati Istat alla mano, ndr) non sono aumentati». Sulla stessa lunghezza d`onda la grande distribuzione: «Siamo in un periodo di deflazione e un nuovo accordo non ha senso». Di diverso avviso, invece, le associazioni dei consumatori, preoccupate per le eventuali ripercussioni sui mercati dei persistenti venti di guerra.
La proposta dell`Adoc, “Contieni i prezzi e paghi meno tasse“, ha tuttavia insinuato qualche dubbio tra i commercianti che, però, prima di pronunciarsi, aspettano che vengano chiarite quali imposte comunali potranno essere “scontate“ e, nello specifico, di quanto potranno scendere. «L`Anci ha accolto positivamente la nostra idea – conferma Angelo Garofalo, presidente Adoc Umbria – ma l`associazione da sola può fare poco se non suggerire la proposta ai sindaci dell`Umbria». Alcuni dei quali, stando ad alcune indiscrezioni, si sono detti interessati anche se il meccanismo da applicare, al pari dei tributi da “controllare“ (si parla di tassa sulle insegne, pubblicità e, in alcuni casi, di Ici), è ancora da mettere a punto. «Quando i prezzi aumentano – aggiunge Garofalo – non sempre si capisce in quale fase il rialzo si determina. Per questo, a parte i commercianti “furbi“, quelli che aderiscono a “prezzo contenuto“, senza adeguati controlli sulla filiera, rischiano di uscire penalizzati dal blocco dei prezzi. Da qui la proposta di consentire loro un risparmio nel pagamento delle tasse di competenza comunale: per incentivare la sua adesione al patto anti-inflazione mettendolo al riparo dai rincari praticati alla produzione o all`ingrosso».
A proposito di tasse locali, l`assessore regionale al Commercio, Ada Girolamini, ha richiamato ad una maggiore collaborazione le amministrazioni comunali che devono ancora trasmettere all`Osservatorio regionale i dati relativi alle tariffe e ai tributi praticati nel 2002. Una volta raccolto almeno il 70% dei dati, sarà possibile effettuare una panoramica completa sull`imposizione locale, verificando gli impegni presi in sede di accordo “prezzo contenuto“ lo scorso novembre. Quando, insieme al blocco dei prezzi, si è deciso di controllare anche gli aumenti di tariffe e tributi comunali. Seppur con un limite di tolleranza dovuto alle restrizioni subite dai comuni in sede di finanziaria centrale.
I Consumatori proseguono la loro battaglia anche per fare chiarezza sul fronte prezzi e rilevazioni Istat. E lo fanno forti della sentenza del Consiglio di Stato che ha rigettato un ricorso presentato dall`Istat, e teso a sospendere un ordine del Tar del Lazio. Una disposizione con la quale è stato imposto all`Istituto di mostrare all`Intesa dei consumatori un gruppo di documenti relativi al “paniere“ dei prezzi e che secondo le quattro associazioni dovrebbe essere radicalmente aggiornato. «Questa sentenza – fa sapere il Codacons Umbria – ci dà la possibilità di verificare se il metodo adottato per rilevare gli aumenti dei prezzi funziona veramente».
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