19 Febbraio 2003

Inflazione al 2,8 ma l`Istat sbaglia i conti

Inflazione al 2,8 ma l`Istat sbaglia i conti

I consumatori: andate a casa




L`Istat conferma i dati preliminari di gennaio, con un inizio di 2003 piuttosto pesante sul piano dell`aumento dei prezzi. Nel mese scorso, infatti, l`inflazione per l`intera collettività è cresciuta dello 0,3% congiunturale e del 2,7% tendenziale. L`indice armonizzato Ue fa segnare invece un rialzo del 3% su base annua. Gli aumenti congiunturali più elevati hanno riguardato i capitoli “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili“ e “Altri beni e servizi“ (+1,1%), al secondo posto le voci “Trasporti“ e “Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi“ (+0,6%).
L`Intesa dei consumatori protesta perché nella rilevazione non sono entrati i rincari dei prezzi dei medicinali, scattati il 16 gennaio, un giorno dopo la rilevazione statistica. Si tratta di una svista, precisa l`Istituto centrale, che promette nuovi dati aggiornati. Ma l`Intesa non si accontenta: «I vertici Istat devono assolutamente dimettersi. Abbiamo sventato una manipolazione statistica e un danno miliardario per i cittadini italiani». I vertici delle quattro organizzazioni hanno denunciato l`incongruenza nel capitolo “Servizi sanitari e spese per la salute“. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno anche avvertito l`Istituto di via Cesare Balbo che decideranno le misure da adottare sia sul piano giudiziario sia su quello risarcitorio.

Intanto, secondo una ricerca resa nota ieri dal Centro Europa Ricerche (Cer) e dal sindacato dei pensionati della Cgil (Spi), nel bienio 1999-2000, per «almeno il 10% delle famiglie con pensionati il tasso di inflazione è risalito dal 2,5% a oltre il 4%, con un picco superiore al 5% nel 2000». In un documento i ricercatori affermano: «Vi sono dunque evidenze che suggeriscono come l`impatto dell`attuale spinta inflazionistica sia stato più rilevante per gli anziani che per il complesso delle famiglie italiane».

Secondo il Cer-Spi ben 700.000 famiglie con pensionati subiscono un aumento dei prezzi nell`ordine del 4,5%, oltre 2 milioni convivono con un`inflazione pari al 3%; oltre 4 milioni conoscono una variazione dei prezzi almeno del 2,5%. Tra il 2000 e il 2002, non solo il tasso d`inflazione programmato registra un netto scollamento dall`inflazione effettiva, ma risulta anche assolutamente non rappresentativo delle condizioni delle famiglie con pensionati. In pratica, dice la ricerca: «Si è passati da un periodo, nel biennio `97-`99, in cui l`inflazione era sostenuta e attesa, al biennio 2000-2002 in cui l`inflazione è inattesa e colpisce la popolazione in modo ineguale». Secondo i pensionati della Cgil «si corre il rischio che un fenomeno di accelerazione dell`inflazione inneschi in alcune categorie “forti“ meccanismi di recupero che vanno a discapito dei soggetti meno tutelati».


Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this