18 Febbraio 2003

ISTAT: INTESA, INFLAZIONE GENNAIO ERRORE O MANIPOLAZIONE


Intesa Consumatori ha inviato una
comunicazione all`Istat per chiedere chiarimenti sul calcolo
dei medicinali nel determinare l`inflazione a gennaio
minacciando di ricorrere alla magistratura.
In un comunicato Intesa afferma infatti che “nel
diffondere gli ultimi dati dell`indice dei prezzi al
consumo, l`Istat ha confermato una discesa dell`inflazione
nel mese di gennaio 2003. Ma all`interno di tale discesa del
costo della vita ci sono dati che non convincono. L`Istat ha
affermato, diffondendo i tassi mensili, che l`inflazione e`
ferma al 2,7 per cento rispetto al 2,8 per cento del mese
precedente. Il contributo maggiore di tale discesa del
caro-vita e` da attribuire al capitolo “servizi sanitari e
spese per la salute“ che registra un consistente calo
mensile (-1,5 per cento), dovuto alla diminuzione della voce
medicinali, il cui tasso tendenziale scende dal 3,1 per
cento di dicembre a -0,1 del mese corrente. Lo scorso anno,
infatti, nel mese di gennaio si registro` un forte aumento
mensile (+1,7 per cento)“.
“Peccato – continua Intesa – che il calo delle
medicine, derivante dal decreto 20 dicembre 2002 sia entrato
in vigore il 16 gennaio 2003. Per effetto della normativa
Istat non puo` essere conteggiato nel mese di gennaio. Ma la
dirigenza Istat, non confermata ne` revocata entro il 7
febbraio 2003, quindi appesa ai desiderata del Governo, e`
piu` realista del Re: ha forse conteggiato nel mese di
gennaio il calo dei medicinali che doveva conteggiare a
febbraio per anticipare la discesa dell`inflazione di quello
0,1 per cento, che permette di invertire una costante
tendenza al rialzo registrata nel corso del 2002? Guarda
caso: il calo dei medicinali dello 0,3 per cento rispetto al
corrispondente mese dell`anno precedente (gennaio 2002),
dell`1,3 rispetto al mese precedente (dicembre 2002),
equivale ad uno 0,1 per cento (il peso dei medicinali e`
pari a 29206 che rapportato al calo mensile somma 0,1 per
cento) che ha consentito di invertire la rotta al carovita,
che non aumenta piu`, ma scende!“.

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