«Una valanga di proteste Basta con i pignoramenti»
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fonte:
- Corriere della Sera
«Usiamo i ricavi delle contravvenzioni per migliorare la circolazione stradale»
Le multe, il bollo auto o il canone Rai? «Se non li paghi, si rischia il sequestro dell?auto». I cartelli stradali? «Per la maggior parte sono irregolari». Le contravvenzioni per le corsie preferenziali? «Dovrebbero servire ad educare, come sembrerebbe logico. Invece arrivano due o tre mesi dopo, con il solo risultato di dissanguare il cittadino». I lavaggi delle strade? «Si obbliga a lasciare libere le carreggiate e poi non si creano parcheggi alternativi». I soldi raccolti con le multe? «Finiscono nelle casse comunali. Quando dovrebbero essere usati, in gran parte, per la sicurezza stradale e il miglioramento della segnaletica». Il Codacons sembra un fiume in piena. L?associazione dei consumatori infatti non ne risparmia una al Comune. E ribatte, punto su punto, da una parte con il Codice della strada alla mano e dall?altra con la minaccia dei ricorsi. «Perché non passa giorno che non veniamo sommersi da lamentele, da segnalazioni di disservizi, di disguidi e, perché no, d`ingiustizie da parte dei cittadini milanesi», spiegano al Codacons. Così il consiglio che viene più spesso ripetuto al telefono «è quello di fare ricorso: alla prefettura o direttamente al giudice di pace, il quale consente di accelerare i tempi».
L?ultima battaglia in cui si è impegnata l?Associazione è quella del sequestro dell?auto, nel caso non si paghi una vecchia multa o il canone della tv di Stato. «Un tempo non si poteva pignorare più del doppio del debito. Ora, per costringere a versare la somma dovuta, si arriva a sequestrare ciò che aggrada. Come l?auto. Impugneremo le cartelle esattoriali per incostituzionalità», minacciano al Codacons.
Un?altra questione molto sentita è quella dei controlli dei vigili urbani. «L?80% delle contravvenzioni nel 2001 a Milano ha riguardato la sosta, solo l?1,61% i limiti di velocità e l?1,68% il mancato rispetto del semaforo. I dati del 2002? Sono in linea con questa tendenza. Ciò significa che la sicurezza stradale viene messa in secondo piano», sottolinea Marco Maria Donzelli, presidente nazionale del Codacons. Infine c?è l?utilizzo dei soldi raccolti con le multe. «L?articolo 208 del Codice della strada è chiarissimo – conclude Donzelli -: la metà degli introiti va destinata per il miglioramento della circolazione sulle strade e almeno il 10% per interventi sulla sicurezza. Non ci sembra proprio che questo accada a Milano».
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