14 Febbraio 2003

Rc Auto: e ora i ricorsi alla corte per i diritti dell`uomo



Non accenna a placarsi la polemica che vede contrapporsi compagnie, rappresentate dall`Associazione nazionale delle assicurazioni, e Consumatori.

Il casus belli è questa volta il decreto frena-ricorsi sull` Rc auto approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri.

A scatenare di nuovo lo scontro è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, che le associazioni di consumatori definiscono `salva-compagnie`.
Uno `scippo operato con destrezza dal governo`, commentano le principali sigle di tutela del consumo e hanno già un asso nella manica: migliaia di ricorsi da presentare di fronte alla Corte europea dei diritti dell`uomo.

La Confindustria delle compagnie di assicurazione (Ania) non la vede affatto così e promuove a pieni voti il provvedimento.

Ma cosa ha fatto arrabbiare gli uni e compiaciuto gli altri? In particolare, la disposizione che fissa, come limite massimo alla competenza dei giudici di pace, il valore di 1.100 euro a ricorso.
Secondo l`Ania una simile previsione `sana un`evidente asimmetria nell`ordinamento`.
Tale, a suo dire, è il giudizio secondo equità.
L`argomento dell`Ania è che questo criterio usato dai Giudici di pace per giudicare oltre la stretta applicazione della legge, trova di solito il suo presupposto di efficacia e validità nel numero esiguo vertenze.
Tutto il principio decade nel caso dei rimborsi dell`Rc auto.
Si tratta di contratti di massa e il principio secondo equità vale a partire dai singoli casi, caratterizzati ciascuno da proprie peculiarità.
`Se si applica anche a richieste individuali inferiori a 1.100 euro, le imprese rischiano svariati miliardi di euro`.

Forse per distogliere l`attenzione dalle richieste dei consumatori, le compagnie se la prendono ora con il numero di incidenti stradali e la quantità crescente di truffe, responsabili – a loro avviso- della crescita esponenziale del costo dei risarcimenti.
In due anni l`Ania ha smascherato più di 20.000 frodi, alle quali è ora di dichiarare guerra insieme alle istituzioni e alle associazioni dei consumatori, invitate a discutere intorno a un tavolo.

La Federconsumatori insorge contro quella che giudica una proposta `sbagliata e ai limiti della provocazione`.

Primo nodo da sciogliere al tavolo di confronto: il contenzioso sui risarcimenti – afferma l`associazione – poi si potranno aprire altri tavoli per affrontare altre materie.

L`Intesa dei consumatori non ha insomma alcuna intenzione di fermarsi, ed anzi `denuncerà lo scippo del governo, che priva i consumatori italiani di fondamentali diritti, alla Corte Europea`.
Una denuncia contro il governo italiano `per la clamorosa violazione dell`articolo 6 della Convenzione dei diritti dell`uomo`.
La disposizione recita: `Ogni persona ha diritto ad un`equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole per determinare i suoi diritti ed i suoi doveri`.
Di fatto, sostengono i consumatori, sottrarre ai giudici di pace le controversie relative ai consumi ed alle utenze, `significa rendere impossibile il diritto dei consumatori di ottenere giustizia con strumenti processuali equanimi e rapportati al modesto valore delle controversie`.

Il Movimento dei consumatori propone di presentare tanti ricorsi quanti sono stati gli anni in cui ha operato la Rc Log, la società di servizi attraverso cui le compagnie assicuratrici si sono scambiate informazioni.
In pratica, gli utenti sono invitati a `obbedire al legislatore`, avviando più ricorsi che non superino ciascuno i 1.100 euro.

I consumatori possono poi contare sull`appoggio dei sindacati.
Secondo il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, il decreto è `una scelta sbagliata ed eticamente discutibile, perché, come al solito, il governo quando sceglie di intervenire lo fa per mettere una parte contro l`altra, scegliendo alla fine di schierarsi con quella più forte`.

Anche per la Cisl si tratta un decreto `sfacciatamente` dalla parte delle compagnie.
Un `sopruso` del governo, che interviene per cambiare le regole in corso d`opera.

E dal Governo arriva una prima risposta ufficiale, l`unica, da Washington, dove il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso torna a chiedere alle compagnie assicuratrici di evitare aumenti per tutto il 2003.

Prime timide reazioni anche dalle compagnie.
Le società del Gruppo Toro (Toro Assicurazioni, Nuova Tirrena, Lloyd Italico, Augusta Assicurazioni e Toro Targa Assicurazioni) hanno deciso infatti di trasferire ai propri assicurati la riduzione dello 0,5% della quota di finanziamento del Fondo Vittime della Strada a carico delle Compagnie.

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