13 Febbraio 2003

Valducci: «Decreto a rischio se l?Ania non dà risposte agli utenti»

Il governo punta ad inserire nel provvedimento ?salvacompagnie? qualche novità a favore degli assicurati

Rc auto, partita ancora aperta

Valducci: «Decreto a rischio se l?Ania non dà risposte agli utenti»


ROMA ? Tra due mesi il decreto del governo, subito definito dai consumatori «salvacompagnie» perchè disinnesca la mina dei 18 milioni di potenziali rimborsi degli aumenti praticati dalle assicurazioni multate dall?Antitrust, passerà al vaglio del Parlamento per la conversione in legge. E la strada non si annuncia facile, con i Ds che ne chiedono il ritiro, tutta l?opposizione contraria, e le perplessità esistenti anche all?interno della maggioranza.
Mario Valducci, sottosegretario alle Attività produttive, ascoltato ieri in Parlamento, è stato durissimo con le assicurazioni:«Ora tocca alle compagnie assicuratrici dare risposte», perché «nuove misure potrebbero essere inserite in sede di conversione del decreto». Il problema del governo è quello di allargare il fronte del consenso, dopo una mossa tanto impopolare. Ha salvato le compagnie dal rischio della valanga di rimborsi, ma qualcosa deve dare anche ai consumatori. Così Valducci ventila la possibilità che senza qualche concessione da parte delle assicurazioni, la conversione del decreto sia a rischio. «Da un anno e mezzo aspettiamo risposte dalle compagnie, risposte che non vengono. Occorre collaborazione». L?appuntamento con l?Ania è per il 19 febbraio al ministero. Ci sarà anche Antonio Marzano.
Il sottosegretario ha elencato una serie di cambiamenti che alleggerirebbe il costo dell?assicurazione, diventato per alcune categorie di utenti «davvero insostenibile». «Si potrebbe pensare di inserire i neopatentati nella classe di merito migliore, invece che in quella peggiore, poi si valuterà come guida». Altra proposta:«vincolare l?assicurazione alla pantente, e non al veicolo. Così si eviterebbe di ripartire con nuove classi di merito ad ogni cambio di vettura». Per le due ruote si è «all?assurdità di una polizza che arriva al 30-35% del costo del mezzo». E una strada potrebbe essere quella eliminare l?obbligo di assicurazione dei danni alle cose, lasciando solo quello per i danni alle persone.
I dati sul settore snocciolati da Valducci dimostrano che dopo anni di perdite le assicurazioni hanno ricominciato a guadagnare, e bene, sull?Rc auto. Nei primi sei mesi del 2002 la raccolta premi è salita dell?8%, è diminuito dell?1,4% il costo dei sinistri, e del 12% il numero degli incidenti. Eppure l?anno scorso i premi sono mediamente saliti del 5,3%, all?interno di una forbice che va dal 4,8 all?11,6% di aumento. Risultato: il settore ha registrato un utile di 28 milioni di euro, contro una perdita di 246 milioni dello stesso periodo del 2001.
All?inizio di marzo l?Antitrust presenterà il suo libro bianco sull?Rc auto. Lo ha confermato in Parlamento il presidente dell?authority per la Concorrenza, Giuseppe Tesauro. «E? la fotografia dei vizi e difetti maggiori del sistema», e conterrà «proposte di miglioramento». La strada delle multe (nel 2000 Tesauro condannò 18 compagnie per essersi scambiate informazioni sui prezzi) «ha sortito effetti strani», i premi hanno continuato a salire. Perciò l?Antitrust dice che ci vuole un salto di qualità rispetto «alla punizione pura e semplice». Si annunciano 200 pagine corpose, con proposte concrete per quello che, nel confronto con il resto d?Europa, si caratterizza come un vero e proprio “caso Italia“.
Nel frattempo le associazioni dei consumatori continuano la loro battaglia contro il decreto del governo, che rende molto più difficili e costosi i ricorsi degli assicurati. Le quattro aderenti ad Intesa hanno promosso per il 28 febbraio un sit-in davanti alla Camera. Pressing sui parlamentari anche da parte di Adiconsum, perchè «la partita a questo punto si gioca in Parlamento».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this