13 Febbraio 2003

Vacanze tutto compreso, anche la truffa

Vacanze tutto compreso, anche la truffa

Approfittando del cambio con il dollaro incassavano più del dovuto

Chiesto il rinvio a giudizio di quattordici agenzie di viaggio, sottraevano danaro ai clienti





PARTIVANO verso mete da sogno, affidandosi alla buona fede delle agenzie di viaggio a cui si rivolgevano. Credevano di concedersi il meritato riposo, ignari dell`inganno in cui stavano cadendo. Poi, un bel giorno, qualcuno si è reso conto del raggiro ed ora ben quattordici tour operators sono finiti nel mirino di una mega inchiesta. Con la precisa accusa di truffa aggravata per i rappresentanti legali dei tour operators coinvolti è stato richiesto il rinvio a giudizio in seguito ad un`indagine condotta dal pm Pietro Giordano tra il dicembre del 2000 e l`agosto 2001. I capi d`imputazione sembrerebbero abbastanza chiari. I tour operators in questione, tra i quali figurerebbero nomi di fama nazionale ed altri meno conosciuti, a quanto sembra ponevano in essere diversi raggiri per lucrare indebiti adeguamenti valutari a loro favore sul prezzo dei pacchetti turistici relativi a viaggi e soggiorni all`estero. Prima dell`arrivo della nuova moneta europea, approfittavano quindi del tasso di cambio lira-dollaro, chiedendo ai viaggiatori una cifra superiore a quella dovuta. E se per qualcuno tra i quattordici tour operators indagati, la truffa si ripeteva dodici mesi l`anno, per altri l`inganno non era diventato di routine. A quanto risulta dalle indagini infatti, alcuni operavano l`adeguamento valutario sui prezzi solo in determinati periodi dell`anno coincidenti con le tradizionali festività natalizie e di fine anno, nonché nel periodo estivo. E lo facevano indipendentemente dall`effettiva esigenza di adeguare il costo dei pacchetti turistici al reale valore del tasso di cambio lira – dollaro.
Solo alcuni avrebbero speculato in maniera grave ed evidente sul tasso di cambio tra la nostra valuta e quella statunitense, ricavando ingenti somme a danno della clientela. Un ingiusto profitto derivante spesso dal fatto che l`adeguamento valutario non veniva fatto solo in relazione alla variazione del costo del trasporto, del carburante, dei di ritti e delle tasse quali quelle di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aereoporti, ma in riferimento all`intero pacchetto turistico.
Un tranello in cui sono cadute migliaia di persone, tutte con lo stesso diritto di essere difese e risarcite del danno subito. Un`esigenza quella di tutelare quelli che hanno subito la truffa – come ha spiegato il pm Giordano – che ha comportato un escamotage. Quello di costituire come persone offese sei tra le associazioni a tutela dei consumatori, maggiormente rappresentative degli interessi diffusi di più persone. Riconoscendole come parti offese.
«Se verrà riconosciuta la validità della mia richiesta – ha spiegato il magistrato – potrebbe crearsi un interessante precedente in materia di associazioni a tutela dei consumatori». In questa maniera infatti queste ultime assumerebbero la titolarità diretta di persone offese. «Dall`81 ad oggi infatti – come spiega Claudio Coratella, avvocato penalista del Codacons, nota associazione a tutela del consumatore – le norme in materia sono cambiate. Precedentemente le associazioni potevano intervenire solo con il consenso della persona offesa. Oggi oltre ad essere portatrici di interessi diffusi possono costituirsi come parti civili».
A decidere a fine marzo sul rinvio a giudizio dei quattordici operatori turistici sarà il gup Roberta Palmisano.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this