12 Febbraio 2003

IL DECRETO SALVA COMPAGNIE IN GAZZETTA UFFICIALE


Ancora polemiche sul decreto frena-ricorsi sull? Rc auto. A dare il «la» al confronto è stata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, promosso ieri a pieni voti dall`Ania. Uno «scippo operato con destrezza dal governo», commentano i consumatori, che hanno già un asso nella manica: migliaia di ricorsi da presentare di fronte alla Corte europea dei diritti dell`uomo.
Il decreto, che impone come limite massimo alla competenza dei giudici di pace il valore di 1.100 euro a ricorso, secondo l`Ania «sana un`evidente asimmetria nell`ordinamento», perché «il giudizio secondo equità trova il suo presupposto nella esiguità delle somme delle vertenze, che però deve essere tale per entrambe le parti in causa». E non è questo il caso dei rimborsi dell`Rc auto, affermano gli assicuratori, «contratti di massa dove, a fronte di richieste individuali anche inferiori a 1.100 euro, le imprese rischiano svariati miliardi di euro».
Distogliendo l`attenzione dalle richieste dei consumatori, le compagnie puntano il dito contro il numero di incidenti stradali e la quantità crescente di truffe, responsabili della crescita esponenziale del costo dei risarcimenti. In due anni l`Ania ha smascherato più di 20.000 frodi, alle quali è ora di dichiarare guerra insieme alle istituzioni e alle associazioni dei consumatori, invitate a discutere intorno a un tavolo.
Un proposta «sbagliata e ai limiti della provocazione», contro cui insorge Federconsumatori. Il nodo da sciogliere al tavolo di confronto è prima di tutto il contenzioso sui risarcimenti – afferma l`associazione – poi si potranno aprire altri tavoli per affrontare altre materie. L`Intesa dei consumatori non ha insomma alcuna intenzione di fermarsi, ed anzi «denuncerà lo scippo del governo, che priva i consumatori italiani di fondamentali diritti, alla Corte Europea».
Il governo italiano, afferma l`Intesa, verrà denunciato «per la clamorosa violazione dell`articolo 6 della Convenzione dei diritti dell`uomo («Ogni persona ha diritto ad un`equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole per determinare i suoi diritti ed i suoi doveri»), perché sottrarre ai giudici di pace le controversie relative ai consumi ed alle utenze, significa rendere impossibile il diritto dei consumatori di ottenere giustizia con strumenti processuali equanimi e rapportati al modesto valore delle controversie».
Presentare tanti ricorsi quanti sono stati gli anni in cui ha operato la Rc Log, la società di servizi attraverso cui le compagnie assicuratrici si sono scambiate informazioni, è invece la proposta del Movimento consumatori. L`invito è quello di «obbedire al legislatore», avviando più ricorsi che non superino ciascuno i 1.100 euro.
Dalla loro, i consumatori possono contare sull`appoggio dei sindacati. Secondo il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, il decreto è «una scelta sbagliata ed eticamente discutibile, perchè, come al solito, il governo quando sceglie di intervenire lo fa per mettere una parte contro l`altra, scegliendo alla fine di schierarsi con quella più forte». Il decreto è «sfacciatamente di parte» anche per la Cisl, che lo giudica un «sopruso» del governo, intervenuto per cambiare le regole in corso d`opera.
L`unica voce ufficiale del governo arriva da Washington, da dove il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso torna a chiedere alle compagnie assicuratrici di evitare aumenti per tutto il 2003. Intanto le società del Gruppo Toro (Toro Assicurazioni, Nuova Tirrena, Lloyd Italico, Augusta Assicurazioni e Toro Targa Assicurazioni) hanno deciso di trasferire ai propri assicurati la riduzione dello 0,5% della quota di finanziamento del Fondo Vittime della Strada a carico delle Compagnie.
«Le compagnie hanno fatto cartello, è giusto che paghino». Ad affermarlo stavolta non è un`associazione di consumatori, ma il presidente della Confapi Campania, Dario Scalella, secondo il quale «il decreto frena ricorsi favorisce obiettivamente le compagnie di assicurazione, a danno dei consumatori. Tra di essi si annoverano anche le imprese per i riflessi sulle auto aziendali e i benefit».


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